domenica 2 aprile 2017

Mindfulness per le emozioni difficili. Traccia audio


Oggi vi propongo una traccia audio che ci aiuta ad entrare in contatto con le nostre emozioni difficili, attraverso una gentile attenzione portata intenzionalmente sulle loro manifestazioni fisiche e sensoriali.
Vi avviso che l'esperienza potrebbe risultarci non molto gradevole (soprattutto le prime volte). Un'emozione difficile è un vissuto pesante e aprirci ad essa (anziché chiuderci o sfuggirla) ci espone inevitabilmente a sentirla ben bene. Questo passaggio richiede un po' di coraggio (il coraggio di sentire), ma è anche il primo passo verso il riconoscimento e la cura delle nostre emozioni difficili. 
Ricordiamoci che le pratiche di mindfulness sono pratiche di consapevolezza, e non pratiche di rilassamento o di "benessere in quanto piacevolezza". Questo significa che, mentre le facciamo, a volte ci rilassiamo e a volte no, a volte sperimentiamo stati piacevoli, a volte no.
Dal punto di vista della mindfulness, tutto può essere oggetto della nostra attenzione, del nostro interesse, della nostra consapevolezza. Ci accostiamo al momento presente così com'è, con tutto ciò che porta, astenendoci dal classificare ciò che incontriamo in termini di buono, cattivo, neutro. Lasciamo andare la solita tendenza della mente a giudicare, lasciamo andare ogni sforzo di raggiungere o trattenere la piacevolezza e rifuggire dalla spiacevolezza. Questo un po' alla volta dà i suoi frutti, sia nella pratica, sia nella nostra vita ordinaria. Impariamo a stare con le cose così come sono, adottando un atteggiamento della mente saggio ed improntato ad attitudini salutari, come la pazienza, l'equanimità, l'accettazione, l'interruzione della lotta contro la realtà, l'abbandono dell'avversione.
Detto questo, è anche vero che non siamo qui per torturarci.
Se questa pratica ci risulta troppo faticosa o dolorosa, lasciamola stare almeno per ora. Rispettiamo il nostro limite. Non pretendiamo troppo da noi stessi.
Se sappiamo che da soli non riusciamo a reggere la nostra sofferenza, o se soffriamo di disturbi mentali, o abbiamo vissuto grossi traumi non ancora del tutto elaborati, prima di accostarci a questa pratica, chiediamo consiglio al nostro psicoterapeuta. 
In ogni caso, è sempre consigliabile sperimentarla inizialmente con emozioni di lieve intensità, non particolarmente difficili (le varie forme di insofferenza, delusione, frustrazione che emergono nel quotidiano) e poi passare alle emozioni più intense e più difficili.
Una volta che abbiamo appreso la struttura della pratica (notare l'emozione, darle un nome, respirare nella zona del corpo in cui si manifesta, permettere all'emozione di essere presente, espandere la consapevolezza per connettersi con il resto del mondo che ci circonda), poi potremo farla anche senza traccia audio in qualunque momento della giornata, anche solo per pochi minuti, diventando così sempre più consapevoli delle nostre emozioni e anche delle loro "abitudini"  (quando compaiono di solito, cosa le fa venir fuori, quali parti del nostro corpo tendono ad occupare, dove c'è resistenza, tensione, lotta, ecc.).
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