lunedì 27 aprile 2020

Video dell'incontro di presentazione del programma MBSR on-line. Stasera alle 19:00 appuntamento su YouTube per la première




Stasera alle 19:00 su YouTube première del video di  presentazione del PROGRAMMA MBSR ON-LINE (Mindfulness Based Stress Reduction) che partirà il 7 maggio e durerà fino al 25 giugno.
Ecco il link per andare al video, sia per la première sia successivamente: https://youtu.be/dTqWSlG_GTs
Stasera sarò con voi in chat durante l'intera durata video (che nonostante i numerosi tagli dura circa 35 minuti) per salutarvi, darvi informazioni e chiarimenti, rispondere alle vostre domande, e in genere per farvi sentire che siamo compresenti, come se fosse una nuova presentazione.
Altre informazioni sul programma MBSR on-line sono al link:
MBSR ON-LINE maggio/giugno 2020

Come sempre, per ulteriori chiarimenti o per prenotarvi, potete scrivermi all'indirizzo psicologa.altiero@gmail.com o telefonarmi al n.388 8257088

Per chi fosse interessato alla fiaba della castellana, che cito nel video, ecco il link 
La castellana - fiaba



L'idea di proporre il programma MBSR on-line è nata inizialmente come risposta di adattamento all'emergenza sanitaria da Covid19.
Poteva infatti essere utile offrire uno strumento per la riduzione dello stress che fosse fruibile da casa e anche a costi ridotti rispetto a quelli standard (per inciso, sono previsti anche ulteriori vantaggi per le iscrizioni entro il 30 aprile).
Poi, un po' alla volta, la formula ha cominciato a rivelare delle potenzialità in sé e per sé.
Questo video di presentazione contiene peraltro qualche utile testimonianza dei partecipanti (che ancora una volta ringrazio per aver voluto autorizzare l'utilizzo e la diffusione della loro immagine a beneficio comune).
Qualcuno dice, per esempio, che era già abituato a praticare con l'aiuto della voce guida, seguendo il canale YouTube, ma che farlo così "dal vivo" è risultato molto più efficace.
Riporto queste parole soprattutto per rispondere alle perplessità che varie persone avevano sollevato riguardo alla modalità on-line e che io stessa avevo avuto, in passato. C'è qualcosa che non passa attraverso uno schermo (come del resto c'è qualcosa che non passa attraverso le mascherine, quando siamo in presenza...), ma l'interazione che attuiamo, il senso di connessione che riusciamo a sviluppare praticando insieme, va al di là di ciò che non c'è e coglie i frutti di ciò che c'è. Siamo di fatto insieme. Stiamo di fatto godendo di un'opportunità importante, una formula ci consente di fare un percorso insieme, anche se fisicamente uno sta a Piacenza, uno a Roma, uno a Napoli. E questo è un dono del momento, un beneficio secondario della quarantena.
A stasera, allora, per ritrovarci insieme ancora una volta!
Vi aspetto.





sabato 18 aprile 2020

Mindfulness. Cavalcare l'onda di un'emozione difficile. Appuntamento su YouTube

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Domenica 19 aprile alle ore 12:00  première su YouTube della pratica
 "Cavalcare l'onda di un'emozione difficile". 
Per partecipare alla première andare al link: 
Vi aspetto. Sarà un onore e una gioia per me praticare insieme.
La traccia audio resterà comunque sul canale YouTube anche successivamente.
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La pratica "Cavalcare l'onda" può esserci utile in presenza di emozioni forti e difficili da governare (come ad esempio rabbia, paura, ansia, tristezza) ed in genere quando facciamo i conti col bisogno compulsivo di agire in un certo modo pur sapendo che non è salutare.
La pratica non ci insegna a sbarazzarci delle nostre emozioni difficili ma piuttosto a starci insieme, senza consentir loro di travolgerci e di indurci a comportamenti di cui potremmo pentirci, che sono il risultato di qualcosa di "più forte di noi", non di una libera scelta. Accettiamo che, come tutti gli esseri umani, anche noi possiamo trovarci a fare i conti con l'emergere di emozioni e di sensazioni sgradite, che non abbiamo scelto, che arrivano da sé, come arrivano da sé i pensieri indesiderati, che si presentano a noi senza essere stati invitati. Tutto questo a volte si traduce in un vissuto forte, simile a un mare in tempesta che noi ci troviamo a navigare, facendo i conti con tutte le difficoltà del caso. La sfida allora non è tanto quella di riuscire a fermare il mare, fermare le onde; non si tratta qui di cercare di sbarazzarci delle nostre emozioni, ma piuttosto di imparare a fare surf sulle loro onde, conoscerle, esplorarle, insomma diventare capaci di cavalcarle anziché lasciarci sommergere. Andare su una tavola da surf richiede di trovare un equilibrio in condizioni difficili ed è del tutto naturale che ogni tanto vacilliamo. Va bene così. Non è irrigidendoci che governeremo l'onda, ma trovando un equilibrio che ammetta anche qualche oscillazione, qualche aggiustamento, un equilibrio dinamico da conquistare momento per momento, in un processo di continuo sottile adattamento. Diventiamo esperti della nostra onda, impariamo a osservarla, conoscerla, cavalcarla momento dopo momento. Ogni onda, per quanto alta, è solo un'onda del momento, una delle tante cose della vita che a un certo punto arrivano, stanno un po' con noi e poi se ne vanno.
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lunedì 13 aprile 2020

Eventi: 23 aprile presentazione del programma MBSR on line



EVENTO: Presentazione del programma MBSR on-line

QUANDO: 23 aprile 2020, ore 18:30/20:00

DOVE: On-line su Piattaforma Zoom

COME: 
- prenotarsi inviando email a psicologa.altiero@gmail.com
- lasciare il proprio numero di telefono
- si verrà richiamati per un breve colloquio conoscitivo
- il giorno dell'evento si riceverà link per il collegamento on-line

CON CHI: conduce l'incontro Maria Michela Altiero, psicologa e mindfulness trainer

COSTI: Presentazione gratuita.
Necessaria prenotazione e breve colloquio telefonico
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Se non hai potuto partecipare alla presentazione, puoi comunque vedere il video dell'evento qui e su YouTube




A seguire troverai alcune informazioni utili nel caso tu volessi partecipare al prossimo programma MBSR - Mindfulness-Based Stress Reduction 

In considerazione dello stato di emergenza sanitaria da COVID-19, per facilitare l'accesso al programma, sono state adottate le seguenti misure:
- il prossimo programma MBSR ed il relativo incontro di presentazione avverranno on-line;
- il programma durerà 8 settimane e si svolgerà in 8 incontri settimanali;
- il programma verrà proposto a costi ridotti.


Il Protocollo MBSR - Mindfulness-Based Stress Reduction è un programma per la riduzione dello stress basato sulla consapevolezza (mindfulness), la cui efficacia è stata dimostrata da molte ricerche scientifiche a livello internazionale. 
Dura otto settimane e prevede otto incontri settimanali di due ore e trenta ciascuno oltre una giornata di pratica intensiva.
Sviluppato a partire dal 1979 dal Prof. Jon Kabat-Zinn, presso l’Università di Worcester (Boston) Massachusetts, il programma MBSR - Mindfulness-Based Stress Reduction si è rivelato utile per affrontare molte problematiche connesse allo stress o causa di stress. È quindi indicato per tutte le condizioni di vita difficili, di breve o lunga durata. Durante il programma si apprendono varie pratiche di mindfulness sia formali sia informali (pratiche sul respiro, sulle sensazioni, sui suoni, sui pensieri, monitoraggio aperto, body scan, meditazione camminata, mindful yoga, esperienze di mindful eating e di mindfulness relazionale); si ricevono informazioni anche teoriche sullo stress; si condividono le proprie esperienze con altre persone, in coppia o in gruppo. Ai partecipanti al programma MBSR - Mindfulness-Based Stress Reduction è richiesto un impegno di pratica quotidiana a casa, supportato da schede cartacee e file audio forniti di volta in volta.

EVENTO: programma MBSR ON-LINE 
(Mindfulness Based Stress Reduction)

QUANDO: dal 7 maggio al 25 giugno 2020, ogni giovedì ore 18:00/20:30
L'edizione on-line non prevede la giornata di pratica intensiva. Nel caso si provasse ad attuarla in via sperimentale on-line, essa sarà proposta come evento a sé stante

DOVE: On-line su Piattaforma Zoom

COME: 
- prenotarsi inviando email a psicologa.altiero@gmail.com
- lasciare il proprio numero di telefono
- si verrà richiamati per un breve colloquio conoscitivo
- si riceveranno via e-mail tutte le informazioni per iscriversi

COSTO: 240,00 euro 
(già ridotto in considerazione dell'emergenza sanitaria)
Agevolazioni:
- costo per iscrizioni entro il 30 aprile: 200,00 euro
- costo per chi ripete il programma: 120,00 euro 
- gratis per chi al momento è positivo al coronavirus (richiesto certificato)


CON CHI: conduce il programma Maria Michela Altiero, psicologa e mindfulness trainer


ALTRE INFORMAZIONI UTILI:
Il canale YouTube di Maria Michela Altiero fornisce 
varie tracce audio per supportare i partecipanti al programma MBSR - Mindfulness-Based Stress Reduction durante il lavoro a casa, sia durante il programma, sia successivamente.
È importante tuttavia precisare che le sole tracce audio non possono considerarsi sostitutive del programma MBSR - Mindfulness-Based Stress Reduction, la cui efficacia ai fini della riduzione dello stress è dovuta a vari fattori.
I partecipanti infatti durante il programma MBSR - Mindfulness-Based Stress Reduction:
- ricevono indicazioni fondamentali per la corretta impostazione delle pratiche di mindfulness;
- vengono guidati, passo dopo passo e con indicazioni personalizzate, a cogliere aspetti salienti della consapevolezza di tipo mindfulness;
- vengono aiutati a indagare e a chiarire a sé stessi i vari aspetti della propria esperienza;
- vengono sostenuti nel cogliere il nesso e l'utilità delle pratiche di mindfulness apprese rispetto alle dimensioni stressanti della loro vita reale;
- vengono aiutati a non travisare il senso della mindfulness e a non scambiarla per ciò che non è;
- vengono messi in condizione di poter dedicare un tempo all'apprendimento delle pratiche di mindfulness, in un contesto protetto che facilita l'esperienza, lontano dalle pressioni e dalle richieste della vita ordinaria, a cui poi si torna con un atteggiamento nuovo, che consente di relazionarsi in maniera più funzionale (e anche più quieta, più saggia, meno allarmata) alle sfide di ogni giorno.

Per informazioni e prenotazioni

giovedì 9 aprile 2020

Consapevolezza del corpo in movimento. Esercizi del mattino - Appuntamento sabato 11 aprile ore 10:00



SABATO 11 APRILE ORE 10:00 appuntamento per la pratica "Consapevolezza del corpo in movimento. Esercizi del mattino".
Ci ritroviamo al link: https://youtu.be/j-dsO6PRGIg

Prepariamo un tappetino e teniamoci liberi da impegni per 50 minuti. 
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Ecco un modo per iniziare bene la giornata, sin dal momento in cui ci svegliamo. 
L'deale sarebbe iniziare la pratica a letto e poi proseguire sul tappetino. Ma per praticare insieme, il tappetino può bastare (...salvo che non siate effettivamente a letto alle 10:00, e allora va bene, certo!)
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Tutti i protocolli mindfulness-based contemplano un lavoro sulla consapevolezza delle sensazioni corporee. 
Alcune pratiche, come il body scan per esempio, suggeriscono un ascolto di tali sensazioni mentre il corpo sta fermo; altre, come la camminata consapevole per esempio, suggeriscono di portare una gentile attenzione sulle sensazioni del corpo in movimento. 
In realtà qualunque movimento del corpo può essere eseguito in uno stato di vicinanza a noi stessi e di presenza nel corpo, oppure in uno stato di lontananza dal corpo, mentre la mente è altrove, sorda ai suoi segnali, ai suoi bisogni. 
Questa volta ci sperimenteremo in alcuni esercizi di consapevolezza del corpo in movimento, ascoltando le sensazioni del corpo che si risveglia al mattino. 
La pratica inizia a letto, con una gentile accoglienza del respiro (e l'attenzione portata intenzionalmente sulla pancia), e prosegue sul tappetino, mentre andiamo a sciogliere le giunture con semplici, gentili, lenti movimenti, che risvegliano il corpo zona per zona.
 Ricordiamoci che non facciamo questi esercizi per raggiungere qualche obiettivo (es.dimagrire, tonificarci, dimostrare qualcosa a noi stessi o ad altri), ma solo per prenderci cura di noi stessi, per metterci comodi nel nostro corpo, e onorarlo in qualunque condizione esso sia in questo momento. Che sia un corpo stanco, un corpo provato dagli anni, dallo stress, oppure che sia un corpo giovane e tonico e allenato, non fa alcuna differenza.
In qualunque condizione esso sia, noi lo rispetteremo e rispetteremo la grande possibilità che esso ci dà di stare al mondo, di essere in contatto con le tante manifestazioni della vita intorno a noi e di essere noi stessi manifestazione cangiante e impermanente di questa vita. 
Rispettiamo il nostro corpo, ascoltiamolo, diamogli cura e conforto. 
Asteniamoci da qualunque comportamento non salutare e godiamo delle tante occasioni che ci dà, momento per momento, per sentirlo come una casa sicura e accogliente, abitata, riscaldata e illuminata dalla nostra consapevolezza.



domenica 5 aprile 2020

Il bambino che mise il piede nella frittata e altre vicende. Gli strani canali in cui può scorrere la fiducia


Vivo in un luogo dove ha le radici la linea paterna del mio albero genealogico e dove ho trascorso l'infanzia e la prima giovinezza.
Poi ho vissuto altrove per molti anni perdendo di vista molte persone, le loro storie, l'evolversi graduale delle loro tappe di crescita.
I bambini della memoria sono rimasti bambini per molto tempo e i giovani pure, finché, una volta tornata, non è cominciato il gioco della riscoperta, a mano a mano che i genitori, i professionisti, i fornitori di oggi con i capelli grigi o senza capelli, incrociando la mia strada, rivelavano lo stesso sguardo, la stessa risata di quel bambino, di quella bambina, di quei giovani lì. E riconoscersi è sempre bello, persino tra vecchi nemici, figurarsi tra amici.
Solo che ormai faccio questo gioco da quasi vent'anni, per cui davo per scontato di aver esaurito il censimento. Vivo in un piccolo centro e questi siamo.
In questi giorni l'emergenza Coronavirus mi blocca in casa e il mio solito fornitore di frutta e verdura non fa consegne a domicilio.
Mi arriva l'elenco di tutti i fornitori di alimenti a domicilio del mio Comune e ne chiamo al telefono uno che mi ispira.
Mi accorgo che la quarantena fa emergere tra noi, sottilmente, impercettibilmente, un'antica modalità di riconoscimento reciproco, in uso tra i vecchi della zona quand'ero bambina;  la domanda che dovevi aspettarti dalla nonna della tua compagna di classe, la prima volta che andavi a giocare/studiare a casa sua.
"A chi appartieni?", era. Che non è lo stesso di "Chi sei?", ma è piuttosto "Qual è la tua stirpe? Che tipo di gente siete? Che valori (o miti) di famiglia ti porti dietro, per cui possiamo fidarci di te?".
Si trattava di una specie di sgradevole radiografia, che noi bambini vivevamo di solito con fastidio e a volte con terrore. Tanto non portava mai niente di buono. Nel senso che, se pure la radiografia diceva che la nonna era bellissima e il nonno un galantuomo, comunque si poteva ritorcere (e spesso si ritorceva) contro di noi. "Sì, tu sei una bella bambina, ma - non te la prendere - tua nonna da giovane era un'altra cosa...", oppure "Ma come ti comporti? Tuo nonno si rivolterebbe nella tomba...".
Intanto ora al telefono, con questo nuovo fornitore,  mi accorgo stranamente che questa cosa mi diverte e, anziché lasciarla cadere, ci do dentro e lascio che lui ci dia dentro. C'è amichevolezza nella voce, una specie di sottile speranza di uscire a parenti, per lasciar andare la paura del contagio.
"In che zona siete?" chiedo e loro mi indicano una zona di campagna da cui manco da tanto tempo.
"Bella zona", dico. "Ci venivo da bambina".
Sento un brusio di sottofondo.
"Mio padre sta chiedendo se per caso venivate qua a fare le bottiglie di pomodoro."
Mamma mia... Un ricordo meraviglioso emerge improvvisamente da un anfratto della memoria. Il rituale collettivo delle bottiglie di pomodoro, in campagna, le donne, gli uomini, i bambini, tutti a lavorare insieme, grandi e piccoli, un po' all'aperto, un po' al chiuso, ognuno con le sue mansioni, la super-organizzazione che veniva dalla tradizione, una via di mezzo tra il gioco e la faticaccia.
"Sì", rispondo. "Qualche volta sono venuta".
Brusio.
"Mio padre vuole sapere come portate di cognome".
Glielo dico.
Il brusio si fa più chiaro. La voce di sottofondo comincia a elencare tutti i nomi della mia famiglia: mia sorella, mio cugino grande, mio cugino piccolo, mia zia, mia nonna. Io non sono nell'elenco, ma va bene così. Tanto ci siamo.
"Mio padre ha capito chi siete, dove abitate?".
Glielo dico. Tutto a posto. Appuntamento per la consegna, ci metteremo i guanti, la mascherina e tutto il resto.
"Ma voi avete capito chi è mio padre?" e mi dice un nome.
Rilancio con un soprannome che ci somiglia, ma no, non è lui. Va bene lo stesso, tanto ho capito chi era sua madre, chi erano i suoi fratelli.
A dopo.
Intanto che aspetto la consegna della spesa passo in rassegna i bambini di quella campagna con cui giocavo dopo che le nostre mansioni coi pomodori erano finite. Le fasi finali del lavoro non erano per noi bambini e allora ci mettevano a giocare in un campetto, per non intralciare il lavoro dei grandi ed evitare anche che ci facessimo male, tra pentoloni bollenti e simili cose.
Una volta, dopo che i giochi erano esauriti e ci era venuta fame, decidemmo di accendere un fuoco con i rami secchi e di cucinarci qualcosa. Qualcuno suggerì di fare una frittata e l'idea fu approvata all'unanimità.
Ci dividemmo i compiti: chi andò a prendere la legna, chi i fiammiferi, chi le uova, chi una padella, chi una zuppiera e una forchetta. Cose così.
Quando ci ritrovammo, per prima cosa rompemmo le uova nella zuppiera. Nella mia memoria di bambina si trattava di un numero esagerato di uova, tipo venti, trenta, ma oggi non saprei dire quante erano esattamente. Comunque tante da poter mangiare frittata tutti assieme. Poi alcuni si misero ad accendere il fuoco, altri a sbattere ben bene le uova nella zuppiera.
Il fuoco richiese più tempo. Così appoggiammo la zuppiera da una parte, a terra, e ci mettemmo tutti intorno alla legna mentre la fiamma prendeva corpo.
"Ora ci siamo", disse uno che se ne intendeva. E tutti esultammo.
Uno dei bambini di campagna - scalzo e in confidenza con la terra - con gli occhi fissi  sulla brace, per qualche motivo indietreggiò senza guardare bene dove metteva i piedi. E fu così che si ritrovò ben presto con un piede nella zuppiera.
"Oh, no...", disse, tirandolo fuori grondante d'uovo.
"Oh, no... che schifo!" gli facemmo eco tutti noi. "E mo' che si fa?"
Bisognava prendere una difficile decisione. O cuocere lo stesso la frittata, nonostante tutto, o lasciar perdere. Fine del gioco.
Ci pensammo un po', e alla fine decidemmo di cuocere lo stesso la frittata. Dopo cotta, avremmo deciso se mangiarla o no.
Un po' stortarella e un po' rotta qua e là, la frittata a un certo punto fu pronta.
L'odore era buono. Magari anche il sapore, chissà.
Qualcuno più coraggioso l'assaggiò per primo. "Buona", disse. E guardando il bambino che ci aveva messo dentro il piede, aggiunse: "Magari sa un po' di formaggio..."
Ci facemmo tutti una grande risata e ci spartimmo la frittata in parti uguali.
Alla fine la mangiammo tutti e nessuno morì.
Bussano al citofono. E' arrivata la spesa.
Mi lego i capelli, mi metto gli occhiali, i guanti, la mascherina, i vestiti e le scarpe da esterno, metto i soldi contati dentro a una bustina, la adagio su un telo di plastica sul pianerottolo così il ragazzo può prenderli senza avvicinarsi a me, e può poggiare là le sue buste della spesa. Ci facciamo ciao con la mano da lontano. Attraverso gli occhiali e le mascherine passa tra noi un sorriso.
Quanta distanza. Quante importanti rispettose precauzioni.
Penso alla storia della frittata, a quello strano anello di congiunzione tra le nostre famiglie: un pasto che abbiamo condiviso, che ci poteva fare male ma poi non ci ha fatto male.
Mi viene da sorridere.
In quali strani canali scorre la fiducia.






Foto all'inizio  di 青 晨 on Unsplash

Foto alla fine di Haley Hamilton on Unsplash

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giovedì 2 aprile 2020

Una pausa di calma e conforto. Pratica per dare conforto a noi stessi nei momenti difficili. Stasera alle 18:00 première su YouTube


Stasera alle 18:00 première di una nuova pratica su YouTube al link: https://youtu.be/w1rvRSTMX2w
Sarà un onore e una gioia per me farla insieme. Vi aspetto!

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In questi giorni di emergenza sanitaria, trovare un momento per essere vicini a noi stessi e darci un po' di conforto, può essere davvero importante per aiutarci a stemperare la tensione e riequilibrarci a livello emotivo.
Questo esercizio suggerisce un modo molto semplice per prenderci cura di noi stessi nei momenti emotivamente difficili. Propone infatti piccole tecniche corporee, che ricalcano i gesti e gli atteggiamenti affettuosi che noi stessi potremmo avere nei riguardi di qualcuno a cui vogliamo bene, quando vogliamo calmarlo e confortarlo. La particolarità è che ora questi gesti e questi atteggiamenti li dirigiamo verso noi stessi, modulandoli secondo i nostri bisogni soggettivi, e anzi andando proprio alla ricerca di ciò di cui abbiamo bisogno per sentirci confortati.
Questo esercizio esce un po' dai binari canonici della mindfulness e trae ispirazione da tecniche di altro tipo (in particolare da quelle adottate nell'ambito dell'orientamento della Compassion Focused Therapy).
Viene proposto ora su questo canale al fine di offrire uno strumento semplice e veloce che può giovare a qualunque persona sofferente o in difficoltà emotiva.
L'eccezionalità dei tempi invita a mettere a disposizione di tutti una maggiore varietà di cose che possano essere d'aiuto. Se avremo fortuna, usciremo da questo periodo eccezionale più ricchi di esperienze e conoscenze insperate.
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Per chi non parteciperà alla première, il video resterà comunque disponibile al link:
https://youtu.be/w1rvRSTMX2w e... anche qui sotto







mercoledì 1 aprile 2020

Il dono. Una poesia di Czeslaw Milosz



Stamattina, al mio risveglio, il cielo era terso, l'aria pulita, intorno i giardini in fiore, nell'aria canti e voli di uccelli, all'orizzonte Ischia e Capri che emergevano dall'azzurro. Mia figlia aveva in mano un libro di poesie e mi ha chiesto se glielo avessi regalato io. "Fammi vedere", le ho detto. Ho aperto una pagina a caso, per mezzo, ed è emersa una poesia che si chiamava "Il dono".  Proprio la poesia giusta per il momento.
Non credo di averlo comprato io, il libro. Giunge anche a me come un dono a sorpresa, stamattina. Porta il grande conforto di poesie che aprono il cuore.
Gratitudine per chi lo ha fatto entrare in questa casa, chiunque sia; gratitudine per  Czeslaw Milosz che ha espresso così bene, nella poesia "Il dono",  il senso di appagamento che può venirci da un momento di semplice ordinaria bellezza, vissuto pienamente e accolto appunto come un dono.
Ritrascrivo il testo della poesia, nel caso non fosse chiaramente leggibile nell'immagine di sopra.

"Un giorno così bello.

La nebbia si è alzata presto e ho lavorato in giardino.

I colibrì si fermavano sui fiori del caprifoglio.

Non c'era cosa al mondo che volessi possedere.

Non conoscevo nessuno degno di essere invidiato.

Qualunque torto avessi subito, l'ho dimenticato.

Pensare che una volta ero lo stesso non mi imbarazzava.

Nel corpo non sentivo alcun dolore.

Quando raddrizzavo la schiena, vedevo il mare azzurro e le vele."