domenica 12 maggio 2019

"Sono qui per te, ti voglio bene, ti accetto, ti capisco, vedo che stai soffrendo, voglio aiutarti". 2 Incontri di Mindfulness e Compassione e 1 Sondaggio

Dr.Maria Michela Altiero
psicologa
***  +39 3888257088  ***

La compassione può essere concettualizzata in vari modi.
Secondo la definizione del Dalai Lama, la compassione è una sensibilità alla sofferenza propria e altrui, unita a un profondo impegno nel cercare di alleviarla.
Per il buddismo Mahayana, la mindfulness crea le condizioni per una mente calma e la compassione quelle per una mente trasformata. Le due cose operano insieme come le ali di un uccello.
Per Paul Gilbert, docente di Psicologia Clinica all'Università di Derby (Inghilterra), che si occupa dello sviluppo della terapia focalizzata sulla compassione da oltre venti anni, "la compassione è in relazione a vari tratti di personalità, come il calore e l'amicalità e il suo svilupppo, a partire dall'infanzia, è fortemente connesso alle prime esperienze affettive e alla sicurezza del legame di attaccamento."
L'atteggiamento compassionevole (caldo, premuroso, interessato al benessere di chi sta soffrendo) può essere sperimentato in tre modi, e cioè:
- 1) come qualcosa che riceviamo dagli altri;
- 2) come qualcosa che noi rivolgiamo verso gli altri;
- 3) come qualcosa che noi rivolgiamo verso noi stessi.
Riguardo alla prima possibilità, qualche tempo fa abbiamo fatto un sondaggio tra i lettori chiedendo: "Quando state soffrendo, quali atteggiamenti e comportamenti altrui vi danno conforto? E quali non vi danno conforto?".
I risultati sono molto interessanti, perché è venuto fuori un elenco di atteggiamenti e comportamenti piuttosto comuni (che cioè chiunque potrebbe assumere automaticamente o con le migliori intenzioni) con un punteggio in termini di "desiderabilità" e "indesiderabilità" da parte di chi si trova a riceverli.
Di fatto, ciò che ci dà conforto nel momento della sofferenza, sono le reazioni che trasmettono, anche implicitamente, tutte uno stesso messaggio. Questo messaggio, che è il nucleo della compassione, può essere tradotto, usando le parole del medico e psicoterapeuta australiano Russ Harris, più o meno così: "Sono qui per te, ti voglio bene, ti accetto, ti capisco, vedo che stai soffrendo, voglio aiutarti".
Ci sarà pure un motivo se, quando stiamo male, a volte preferiamo non dirlo a certe persone, perché non sono capaci di starci vicine come noi sentiamo di avere bisogno, ci dicono magari anche parole "buone" che però non ci aiutano, non ci danno conforto, e anzi ci fanno sentire soli e non compresi.
E poi magari capita, viceversa, che ci sentiamo confortati da gesti e parole, anche molto semplici, che però arrivano diritti al cuore come un balsamo lenitivo.
Russ Harris, nel suo libro "Se il mondo ti crolla addosso", ci dona questo piccolo e commovente esempio, tratto dalla sua personale esperienza di padre di un bambino con diagnosi di autismo. "...Quando mio figlio ricevette la diagnosi", racconta il dottor Harris, "soffrii in maniera quasi intollerabile e una delle reazioni più meravigliose fu quella del mio migliore amico Jhonny. Ora, Jhonny è un tipo molto terra terra, così, quando alcuni giorni dopo ci incontrammo e gli raccontai quello che era successo, mi abbracciò forte e disse: " Ca***! Devi sentirti veramente di merda!". Sono parole molto poco poetiche, ma le disse con un tale affetto e una tale dolcezza che mi toccarono molto più nel profondo di quanto potrebbero mai fare le poesie più eloquenti."
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Per chi fosse interessato ai risultati del nostro sondaggio e a qualche riflessione in merito, ecco il link per essere indirizzati al relativo post:
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Per partecipare ai due incontri di Mindfulness e Compassione in programma per il 15 ed il 29 maggio, è ancora possibile prenotarsi fino ad esaurimento posti. Ricordo che i due incontri costituiscono parte di un unico discorso e non è possibile partecipare all'incontro del 29 maggio senza aver partecipato all'incontro del 15 maggio.
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sabato 20 aprile 2019

Mindfulness: praticare con il dolore fisico. Traccia audio e auguri di serena Pasqua

Dr.Maria Michela Altiero
psicologa
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Auguro a voi tutti di poter trascorrere una buona Pasqua, in una condizione di spirito sufficientemente serena da farvi apprezzare tutto ciò che in questi giorni di festa potrà scaldarvi il cuore e farvi stare bene.
Il mio dono per voi è una nuova traccia audio che spero possa rendere più sereni questi momenti anche a chi sta facendo i conti con un dolore fisico.


Oggi proviamo una pratica di mindfulness che può esserci utile quando facciamo i conti con un dolore fisico. 
A volte può trattarsi di un dolore acuto (come quando battiamo violentemente contro uno spigolo) altre volte può trattarsi di un dolore cronico, un compagno di viaggio che sta sempre lì con noi o va e viene ma poi torna sempre. 
Se abbiamo dei metodi validi per sbarazzarci di questi dolori, ben vengano. Ma se così non fosse oppure se questi validi metodi per qualche ragione non potessero essere la soluzione a cui ricorrere stabilmente, allora la questione diventa un'altra, e cioè come convivere al meglio con un dolore fisico.
Uno dei maggiori problemi che abbiamo, quando è presente un dolore nel corpo, è la nostra naturale  tendenza a resistergli, perché questa paradossalmente aumenta il livello della nostra sofferenza. 
Questa resistenza ha componenti sia fisiche, sia mentali sia emotive. Il nostro corpo tenta di proteggersi dal dolore contrastandolo con la tensione muscolare. La mente tende a evitarlo, a respingerlo, a lottarci contro con pensieri ricorrenti ("Odio questo dolore." "Perché non se ne va?" "Non è giusto che io viva questo"). Il cuore sperimenta angoscia, risentimento, afflizione. 
La mindfulness suggerisce di lasciar andare ogni resistenza e di incontrare il dolore fisico con gentile interesse e delicata curiosità,  conoscendolo per quello che è:  una "semplice" sensazione fisica. 
Com'è fatta esattamente questa sensazione?
Dove la sentiamo? Che forma ha? Si muove o sta ferma? Ci dà l'impressione di avere un colore? Una temperatura? E' costante o varia di intensità? Cambia nel tempo?  Cambia se cambiamo posizione? 
Se ci accorgiamo che il corpo sta resistendo al dolore contraendosi in alcune zone, proviamo come meglio ci riesce ad allentare queste tensioni (magari ricorrendo alla tecnica del respirare nelle zone tese per favorire il rilassamento).
Se ci accorgiamo che arrivano pensieri, come sempre notiamo di che si tratta e poi li lasciamo stare, tornando con l'attenzione all'esercizio.
Una cosa che può affliggerci quando proviamo un dolore fisico è l'impressione che esso sia costante e immutabile. Un'attenzione gentile portata al suo reale modo di essere momento per momento, può rivelarci invece una sua fluidità e mutevolezza, che può confortarci (non è poi così vero che non cambia mai). 
Inoltre la mindfulness, coltivata con pratiche regolari, può aiutarci a integrare le sensazioni fisiche in un più ampio contesto di consapevolezza, e consentirci una certa presa di distanza dall'esperienza del dolore che ne attenua la gravità.
Vari studi condotti su persone che hanno partecipato al programma MBSR - Mindfulness-Based Stress Reduction, hanno evidenziato l'acquisizione di una capacità di relazionarsi meglio con il dolore fisico, di ammorbidire intenzionalmente le zone del corpo intorno ad esso, e di notare come il dolore fosse un processo mutevole, dinamico e più tollerabile, con significativi cambiamenti in termini di funzionamento e di capacità di godersi la vita.

domenica 10 febbraio 2019

Mindfulness. Un atto d'amore e di gratitudine verso il nostro corpo in attesa di San Valentino. Première della nuova traccia audio su YouTube

Dr.Maria Michela Altiero
psicologa
***  +39 3888257088  ***

Lunedì 11 febbraio alle ore 22:00 première della nuova pratica di mindfulness dal titolo "Body scan e gratitudine" su YouTube al link: https://youtu.be/HEkvsyi3edc
Ci connetteremo tutti simultaneamente al canale YouTube, per praticare insieme con la guida della nuova traccia audio. La traccia stessa resterà caricata sul canale YouTube, e potrà essere riascoltata anche successivamente collegandosi al medesimo link.
Con questa pratica di mindfulness porteremo l'attenzione non solo sulle sensazioni corporee ma anche sulle importanti funzioni che il nostro corpo assolve quotidianamente per noi, e per cui merita la nostra gratitudine.
Se sei iscritto al mio canale YouTube, puoi connetterti al link https://youtu.be/HEkvsyi3edc anche per prenotare sin d'ora un promemoria per ricordarti di connetterti tempestivamente.
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A volte l'esperienza di vivere in un corpo che funziona è una cosa che diamo un po' per scontata. La meraviglia di abitare in un corpo vivo, che "semplicemente" respira, digerisce, cammina, vede, tocca, raramente attira la nostra attenzione, come se fosse una banalità. Più spesso ci accorgiamo di cosa non funziona nel nostro corpo, o di cosa non funziona come vorremmo. Tendiamo a criticarlo, più che a lodarlo o ringraziarlo per quello che fa.
La pratica  di mindfulness "Body scan e gratitudine" ci consente di coltivare la consapevolezza anche riguardo a tali funzioni, rendendoci testimoni più attenti del miracolo della vita di cui siamo parte, e di esprimere gratitudine a questo nostro corpo per tutto quanto fa per noi.
Un atto di amore e di riconoscenza degno di San Valentino!
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Ti aspetto tra noi su YouTube per praticare insieme!
Connettiti al link: https://youtu.be/HEkvsyi3edc
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venerdì 11 gennaio 2019

La mappa personale del tesoro: un'attività di buon augurio per l'anno nuovo tra gioco, arte, programmazione e... psico-magia

Collage realizzato da Elena Fiore per la mostra DADAUMPA - da www.elenafiore.it pagina "Collage"
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"Senza una mappa,
 nessun pirata che si rispetti, neanche il più spaccone,
 si metterebbe alla ricerca di un tesoro sepolto.
 Perché dovresti farlo tu?" 
(Sarah Ban Breathnach)

Se in questo freddo weekend di gennaio decidessimo di restare un po' di più a casa, magari potremmo dedicare qualche momento ad un'attività a metà strada tra il gioco, l'arte, la programmazione e la... psico-magia
Si tratta della costruzione della nostra "mappa personale del tesoro": uno specialissimo collage che può aiutarci a fare chiarezza sui desideri del nostro cuore e a restare fedeli alle nostre buone intenzioni durante tutto l'anno e soprattutto nei momenti in cui saremmo tentati di mollare
Per iniziare armiamoci di forbici e colla, come quando eravamo piccoli, e per prima cosa attacchiamo al centro di un foglio bianco una bella fotografia di noi stessi. Se c'è una fotografia in cui abbiamo l'aria contenta e soddisfatta, prendiamo quella. Altrimenti prendiamo la foto in cui ci piaciamo di più: con il taglio di capelli che ci piace, i vestiti che ci fanno sentire a nostro agio e la nostra espressione migliore.
Poi un po' alla volta cominciamo a sfogliare riviste e depliant vari o anche a passare in rassegna le foto che abbiamo sul computer o nei cassetti, o che scaricheremo da internet andandocele proprio a cercare. Di fatto ciò che cerchiamo sono delle immagini da ritagliare ed incollare attorno alla nostra fotografia in modo da realizzare un quadro che rappresenta noi stessi circondati dai nostri sogni realizzati o, se preferiamo, dalle nostre intenzioni portate a buon fine.
Quest'opera, una volta finita, costituirà un potente strumento visivo per concentrare la nostra energia creativa nella direzione che vogliamo prendere e ci aiuterà, giorno dopo giorno e passo dopo passo, ad orientarci sui sentieri della vita, ricordandoci per tutto l'anno di restare fedeli ai nostri sogni e alle nostre intenzioni e  segnalandoci quando ci stiamo allontanando troppo dalla nostra rotta.
Prima di iniziare il collage, potrebbe esserci utile un momento di raccoglimento a occhi chiusi, per provare a passare in rassegna i vari aspetti della nostra vita e valutare cosa vogliamo conservare così com'è e cosa vogliamo cambiare.
Passiamo in rassegna per esempio  la nostra casa. È sufficientemente accogliente e confortevole?  Come ci piacerebbe vederla per sentirci bene?  Ci sono zone disordinate che ci piacerebbe vedere in ordine? Cose rotte che ci piacerebbe fossero riparate? Cose vecchie che ci piacerebbe sostituire?
E come per la nostra casa possiamo fare lo stesso per ogni altro aspetto della nostra vita, sia che si tratti di cose importanti sia che si tratti di cose futili: il nostro guardaroba,  le nostre amicizie, il nostro lavoro, le  nostre vacanze, il nostro conto in banca e così via.
In compagnia di chi ci piacerebbe stare? Cosa ci piacerebbe fare?  Dove ci piacerebbe andare in vacanza? Come ci piacerebbe lavorare?  Quali cose metteremmo volentieri sullo sfondo? Quali in primo piano? E così via.
Apportiamo alla nostra realtà di oggi tutti i cambiamenti che desideriamo. Permettiamoci di aggiungere persone, animali, luoghi, vestiti, macchinari, cibi, oggetti, colori, simboli. E anche di togliere tutto ciò di cui vorremmo liberarci.E godiamoci mentalmente lo spettacolo d'insieme.
Se la scena ci piace e ci fa sentire bene, allora siamo pronti per il collage. Cerchiamo tutte le immagini dei nostri sogni e attacchiamole intorno alla  nostra foto e se non le troviamo pazienza: vorrà dire che le disegneremo o  le rappresenteremo con delle scritte colorate ed efficaci.
"Creando la tua mappa personale del tesoro," suggerisce Sarah Ban Breathnach, nel suo libro L'incanto della vita semplice , "pensa a cose divertenti, piacevoli. Pensa come se avessi sette anni. Questo non è un esercizio intellettuale di esistenzialismo. È una lista di desideri... Soprattutto, ricorda che nessun altro, oltre a te, dovrà necessariamente sapere della tua mappa del tesoro. I nostri desideri per il futuro, le nostre speranze, i nostri sogni, le nostre aspirazioni sono i nostri tesori più veri. Custodisci i tuoi nel santuario del tuo cuore."
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venerdì 21 dicembre 2018

Una meditazione sul cuore per curare le difficoltà relazionali ed accogliere più serenamente il Natale

Dr.Maria Michela Altiero
psicologa
***  +39 3888257088  ***

Se in questo momento siamo innamorati,  siamo corrisposti e stiamo vivendo una relazione felice (...beati noi!), c'è da aspettarsi un buon Natale per il nostro cuore.
Come c'è da aspettarsi un buon Natale, se stiamo facendo i preparativi per il pranzo, per i doni, o per un'altra forma di accoglienza affettuosa diretta a qualcuno a cui teniamo, e di cui pregustiamo, come se fosse nostra, la gioia di ricevere da noi quell'attenzione: i bambini di famiglia, le persone sofferenti di cui ci prendiamo cura profondamente, tutti coloro a cui ci sentiamo sinceramente vicini.
Ma può darsi che il nostro cuore in questo momento non stia vivendo una condizione del genere.
Se portiamo nel cuore una ferita recente, il Natale può risultare per noi un amplificatore della nostra sofferenza.
Se abbiamo litigato con una persona cara, o per qualche altro motivo siamo in freddo con lei, con tutti o alcuni dei nostri parenti o dei nostri amici, il Natale non ci porta il conforto della vicinanza, il calore della connessione, ma anzi amplifica il senso di separatezza, di lontananza dalle persone della nostra vita, di solitudine interiore.
Di fatto non sempre possiamo scegliere ciò che la vita, e in questo caso il Natale, ci porta.
Come i doni sotto l'albero, ciò che arriva non è sempre di nostro gradimento o sotto il nostro controllo.
Possiamo scappare? A volte sì, a volte no. C'è chi a Natale parte, chi prende l'influenza, chi si considera salvato da un turno di lavoro.
Ma supponiamo che vogliamo (o dobbiamo) restare qui, in un Natale tradizionale e scomodo, con le difficoltà relazionali che sappiamo benissimo di avere, magari proprio con le persone più care (il figlio ribelle, il genitore che non ci capisce, il partner che brontola o tace, un altro parente o amico con cui non c'è più comunicazione autentica, ma solo i soliti vuoti salamelecchi natalizi), che abbiamo intenzione di fare?
Possiamo metterci (o tenerci) una bella corazza sul cuore, che protegga e nasconda la nostra vulnerabilità, ma che al tempo stesso ci isola, ci preclude la gioia della vicinanza umana,  o possiamo provare a cambiare l'atteggiamento con cui accogliamo gli altri, per consentire al nostro cuore di vivere la pienezza e il calore che viene dal contatto umano autentico, nonostante l'evidenza che nessuna persona è perfetta e nessuna relazione è immune da qualche forma di turbolenza.
In questo spirito, vi presento la nuova meditazione di Natale.
E' una meditazione sul cuore che può aiutarci ad avere cura delle nostre relazioni, specie se stiamo affrontando delle difficoltà su questo fronte proprio con le persone più care.
E'  ispirata ad alcuni suggerimenti di Saki Santorelli su come coltivare la compassione nel nostro cuore.
Alcune persone, a cui l'ho già proposta, hanno avvertito che qualcosa, durante la pratica, andava sciogliendosi in pianto. Non è detto che ciò capiti a tutti, ma se dovesse capitare non facciamone un dramma.
A volte quando qualcosa riprende a scorrere (nei tubi dell'acqua, nel nostro cuore, nel nostre relazioni), il primo getto può essere dirompente. Accettiamolo.
Vi lascio alla traccia audio con l'augurio sincero di un Natale di luce, calore e amore.
Buona pratica!



sabato 15 dicembre 2018

Una storia in attesa del Natale e della "Meditazione del cuore"

In attesa del Natale, vi propongo sul canale YouTube una piccola storia che ci ricorda come il nostro atteggiamento nei confronti degli altri e di noi stessi può influire sull'andamento della nostra vita e delle nostre relazioni.
Di fatto non sempre abbiamo il potere di determinare gli eventi della nostra vita, ma possiamo lavorare sul modo in cui li accogliamo, sul modo in cui rispondiamo alle richieste del momento. Possiamo decidere a quali valori uniformare le nostre scelte, quale atteggiamento assumere nei confronti di noi stessi e degli altri, decidere di essere la persona che ci piace essere, a prescindere da come stanno andando le cose.
E alla fine è proprio questo agire consapevole e libero da condizionamenti che determina il cambiamento, portando i suoi doni preziosi.
Questa piccola storia è anche un modo per introdurre la prossima meditazione che verrà pubblicata a breve sul canale YouTube, in occasione del Natale. Si tratta del ''Meditazione del cuore'', il cui scopo è di prepararci al Natale, favorendo un atteggiamento del nostro cuore più accogliente, amorevole e compassionevole. Se vogliamo un Natale di pace, serenità, amore e gioia, è utile preparare il nostro cuore a tutto questo, a consentirlo, a permetttercelo.



Ricordo a tutti che il  20 dicembre 2018 dalle ore 18:00 alle ore 19:30 ci sarà un incontro gratuito di mindfulness psicosomatica nel mio studio a Torre del Greco. Mediteremo insieme, ci scambieremo gli auguri di Natale e assaggeremo in anteprima alcune pratiche del programma di mindfulness psicosomatica che partirà il 10 gennaio 2019.
Posti numerati. 
Per partecipare all'incontro del 20 dicembre occorre prenotarsi al



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domenica 2 dicembre 2018

Incontro natalizio gratuito di mindfulness psicosomatica



Il 20 dicembre 2018 dalle ore 18:00 alle ore 19:30 incontro gratuito natalizio di benessere psicofisico a Torre del Greco. Si sperimenteranno alcune pratiche di consapevolezza psicosomatica del protocollo di mindfulness psicosomatica (PMP). I partecipanti che vorranno iscriversi il 20 dicembre al programma di mindfulness psicosomatica che parte il 10 gennaio 2019, riceveranno uno sconto del 20% sul relativo costo e riceveranno anche un buono sconto del 20% da regalare a un amico. 
Posti numerati. 
Per partecipare occorre prenotarsi al
+39 3888257088

mercoledì 28 novembre 2018

Energetica dolce e consapevolezza del corpo in movimento. Nuova traccia audio

Oggi andiamo a sfatare due miti: quello dello psicologo seduto sulla sedia e quello del meditante immobile. C'è infatti una parte del lavoro che facciamo nei programmi mindfulness-based (a cominciare dal programma MBSR - Mindfulness Based Stress Reduction - fino a estendersi a tutti gli altri), che ha a che fare proprio con il movimento corporeo. A volte si tratta di mindful yoga, per esempio, altre volte "semplicemente" si cammina.
Di fatto possiamo portare la nostra consapevolezza in qualunque attività della nostra vita, vigili e presenti a tutto ciò che si manifesta nel corpo, nella mente, nel cuore, sia che stiamo fermi sia che ci muoviamo.
Oggi vi presento una traccia audio che guida alcuni semplici movimenti del corpo tratti dagli esercizi di energetica  dolce del Protocollo di Mindfulness Psicosomatica - PMP. Si tratta solo di un piccolo assaggio, ma può essere utile per farsene un'idea. Non dimentichiamo infatti che la mindfulness è soprattutto un'esperienza e che per questo i programmi mindfulness-based hanno tutti un taglio fortemente esperienziale.
Proprio in questo spirito, vi comunico anche che il 20 dicembre 2018, dalle 18:00 alle 19:30, ci sarà un incontro gratuito di mindfulness psicosomatica presso il mio studio di Torre del Greco (aperto a tutti, su prenotazione), in occasione del quale sarà possibile sperimentare alcune pratiche di mindfulness psicosomatica e anche fruire di uno speciale sconto natalizio del 20% sul costo del corso di mindfulness psicosomatica che partirà il 10 gennaio 2019 (sconto riservato a chi si iscriverà la sera stessa ed estensibile ad una persona amica). Per informazioni e prenotazioni, potete chiamare come sempre il numero
Ecco il video da YouTube con la nuova traccia audio ed a seguire qualche chiarimento riguardo agli esercizi di energetica secondo il Protocollo di Mindfulness Psicosomatica - PMP - del Progetto Benessere Globale - Gaia.


Gli esercizi di energetica sono definiti dal Protocollo PMP come una esplorazione dinamica del corpo, una specie di body scan attivo, un modo per coltivare la consapevolezza del corpo, riconoscendo la sua energia fluida o bloccata.
Durante gli esercizi portiamo l'attenzione sulla sensazione corporea interna dell'energia che sentiamo fluire nel corpo (scientificamente energia elettromagnetica, elettroencefalografica, ecc.), sviluppando una sensibilità a riguardo che si affina progressivamente con la pratica. 
Alcuni esercizi sono detti di energetica dolce, perché sono basati sulla lentezza dei movimenti e sul rilassamento e vanno a stimolare il sistema nervoso parasimpatico. Altri, che sono detti  di energetica forte, sono invece più attivanti, portano a sentire la forza corporea e stimolano il sistema nervoso simpatico.
Gli esercizi di energetica, quindi, oltre a farci prendere coscienza del tipo di energia che avvertiamo in un certo momento dentro di noi, ci insegnano anche a riequilibrare alcuni eccessi (eccessiva tensione/eccessivo rilassamento), aiutandoci non solo a rilassarci se siamo troppo tesi (energetica dolce), ma anche ad attivarci (energetica forte), quando per esempio abbiamo bisogno di vincere la paura e il senso di debolezza e vogliamo consentire alla nostra forza di esprimersi per difenderci e proteggerci.
Questi esercizi si ispirano ad antiche pratiche di tradizione orientale dette non a caso pratiche di lunga vita.
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foto by Christopher Campbell on Unsplash

domenica 23 settembre 2018

Eventi gratuiti per la Settimana per il Benessere Psicologico. Due laboratori di Mindfulness Psicosomatica per Docenti


Con molto piacere ho dato anche quest'anno la mia adesione alla Settimana per il Benessere Psicologico in Campania, un’iniziativa dell'Ordine degli Psicologi campani, giunta ormai alla nona edizione, che prevede il coinvolgimento dei comuni, delle scuole e delle professioni che si occupano del benessere delle persone. 

Per l'occasione sarò presente in due scuole campane con il seguente evento: 
LABORATORIO
di  Mindfulness Psicosomatica per Docenti
Incontro teorico-esperienziale di introduzione
 alle tecniche di consapevolezza psicosomatica
 per l'equilibrio di mente, corpo e cuore

Ecco le date:
  • 8 ottobre 2018 ore 15:00/17:00

presso I.C. Giacomo Leopardi - Torre del Greco
per prenotazioni: 081.8824878
(segreteria scolastica sig.Maria Teresa Commone)

  • 9 ottobre 2018 ore 16:00/17:30

presso I.IS. Besta Gloriosi - Battipaglia
per prenotazioni: 339.5408074
(Prof. Gerardina Gonnella)

Per altre informazioni su questi incontri ed in genere  sui corsi di mindfulness psicosomatica per docenti è possibile contattarmi  via  e-mail all'indirizzo  psicologa.altiero@gmail.com.




Leggi anche:
- Scuola: corso di mindfulness per docenti. L'esperienza di un Istituto Comprensivo di Torre del Greco


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sabato 4 agosto 2018

Il nuovo sito, gli incontri gratuiti di settembre ed il prossimo programma MBSR

Carissimi, prima di chiudere per le ferie di agosto, ci tengo a darvi due notizie.
La prima è che dallo scorso 30 luglio è online il mio nuovo sito, all'indirizzo:


Il sito non sostituisce questo blog, che al contrario continua ad esistere in stretta connessione con il sito stesso. Vi invito a navigare un po' nel nuovo sito e vedere che ve ne sembra. Ci sono molti link di rinvio reciproco tra sito e blog. Ad ogni modo, la via più semplice per spostarsi da qua a là e viceversa sono certamente i pulsanti della barra in alto, e cioè:
- dal blog si può andare al sito cliccando sul pulsante "Home page/SITO WEB";
- dal sito si torna al blog, cliccando sul pulsante in alto "BLOG".

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La seconda notizia è che il 4 ottobre prossimo parte il nuovo 


di cui abbiamo già parlato altre volte su questo blog. 

Come molti di voi già sanno, si tratta del famoso corso per la riduzione dello stress basato sulla mindfulness, che è stato sviluppato dal Professor Jon Kabat-Zinn, presso la Clinica per la riduzione dello stress dell'Università del Massachussett, a partire dalla fine degli anni Settanta. L'efficacia del programma  è stata riconosciuta nel tempo da varie ricerche scientifiche a livello internazionale, il che ha contribuito a  decretarne negli anni il successo e la sempre maggior diffusione.

Per chi fosse interessato, parleremo del Programma MBSR - Mindfulness-Based Stress Reduction
nei giorni 11 e 15 settembre 2018 nel corso di due presentazioni gratuite, dal taglio teorico ed esperienziale, presso il mio studio, dalle ore 18.30 alle 20.00. Per partecipare occorre prenotarsi. Sono previste promozioni a favore di coloro che si iscriveranno al corso nelle date delle presentazioni e di coloro che hanno già partecipato a precedenti edizioni dello stesso programma.
Per informazioni e prenotazioni, contattare il numero 388.8257088 oppure scrivere a psicologa.altiero@gmail.com .
Con questo è tutto.
Auguro a voi tutti un buon mese di agosto e, per chi va in ferie in questo periodo, buone vacanze!

Locandina

lunedì 30 luglio 2018

Un racconto e due esercizi. Nuova traccia audio: body scan e perdono

Ieri mattina, un rumore forte proveniente dalla strada mi ha portata ad un brusco risveglio. Mi sono sentita come catapultata di forza nel mio corpo dall'altrove tranquillo dove me ne stavo. Una specie di resurrezione improvvisa, d'urgenza, che mi ha fatto venire in mente una certa storia, che ora vi racconto.
C'era una volta una brava donna che si trovò a morire sul colpo in un incidente stradale. Non lasciava troppi guai dietro di sé, per cui avrebbe potuto andarsene da questa Terra senza tante storie. Ma lei diceva, non chiedetemi a Chi, che se avesse saputo che quello era il suo ultimo giorno di vita, certo non l'avrebbe sprecato come aveva fatto. Avrebbe guardato il mondo e le persone care in un modo diverso, avrebbe detto ciò che meritava davvero di essere detto,  si sarebbe astenuta dal parlare a vanvera, avrebbe  espresso gratitudine per i doni, avrebbe perdonato i torti. E poi chissà che altro. Sarebbe stata  più attenta, insomma.
Le fu risposto che una vita terrena è fatta così: comincia, dura per un po' e poi finisce. E' inutile guardarsi  indietro e dirsi che si poteva fare meglio: nessuno è perfetto, qualche errore è da mettersi in conto. Che si desse pace, era assolta.
Ma la signora non si dava pace e questo suo rimpianto non le consentiva di andarsene per davvero, perché la teneva come attaccata alla vecchia vita, che però intanto era finita.
Certo la situazione era complicata, ma alla fine si trovò una soluzione. Alla signora fu concesso di tornare sulla Terra e rivivere un giorno solo della sua vecchia vita. Ma non l'ultimo giorno, che ormai era andato così e così restava, e nemmeno un altro giorno straordinario, tipo quello del matrimonio, del parto, della laurea. No. Le veniva offerto un giorno normalissimo,  di quelli che non fanno storia, di quelli che di solito in una vita si dimenticano perché, per quanto ne sappiamo, non era successo proprio niente, quel giorno. E una raccomandazione importante: doveva restare un giorno normale. Quindi niente scene madri della serie udite, udite, sono tornata dagli Inferi, ma al contrario moderazione,  discrezione, disinvoltura. 
Fu così che da un momento all'altro la donna si ritrovò catapultata nel suo corpo e nel suo letto, in una mattina di chissà che anno, con il sole che filtrava attraverso le tende, il profumo del caffè nell'aria, il rumore dell'acqua della doccia che proveniva dal bagno del marito, le voci dei figli che stavano discutendo tra loro prima di andare a scuola, e il suo cellulare che stava ripetendo il suono della  sveglia per la terza volta. Era viva. Tutto le sembrò perfetto in quel momento: il rumore  dell'ascensore che saliva e scendeva,  il liscio delle lenzuola sotto le gambe, il profumo della sua crema da notte ancora sul cuscino. Tutti segni di vita preziosa. Certo, non aveva sentito la sveglia (era nell'Aldilà fino a un momento prima...). Certo, sarebbe arrivata tardi in ufficio, quella mattina, e nessuno in famiglia si era preso la briga di vedere come mai non fosse ancora in circolazione. Quando era viva probabilmente si sarebbe arrabbiata per una cosa così, e avrebbe cominciato a dire che lei pensava a tutti e invece gli altri...  Ora invece era profondamente commossa. Era viva. E la sua famiglia era viva ed era lì. E stavano tutti bene. Abbastanza bene da preparare il caffè, da farsi la doccia, da discutere prima di andare a scuola. Tutto era perfetto, davvero.  Entrò in cucina raggiante, così raggiante che i figli restarono perplessi, smisero di discutere, e chiesero: "Tutto bene, mamma?". Lei disse: "Sì, tutto bene. Tutto perfetto, amori miei" e li strinse forte a sé con gli occhi che cominciavano a inondarsi di lacrime. Loro dovettero accorgersi che era commossa e chissà cosa capirono. Fatto sta che mentre si scioglievano dall'abbraccio il figlio grande disse: "Scusa, ma'. Ci siamo messi a discutere tra noi e manco siamo venuti a vedere se eri viva o morta". Lei disse: "Eh..." e si versò il caffè, apprezzandone il calore e l'aroma. Apprezzando il semplice fatto di aver trovato lì un caffè, già bell'e pronto, ad accogliere la sua resurrezione. Sorrise e cominciò a sorseggiarlo, attenta a ogni dettaglio del gusto familiare e gradevole. Sentire il sapore del caffè. Sentirne l'odore. Sentirne il calore. Che esperienza...
"Per fortuna che sei ancora viva, ma'...", disse il figlio piccolo dandole un bacio con lo zaino già in spalla, pronto a uscire. "Solo che mo' ci tocca correre a scuola, perché se facciamo tardi non abbiamo la scusa del funerale della mamma...". Le lanciò un suo tipico sguardo sfottitore, di quelli che a volte si chiamavano una risata, altre  volte un'imprecazione, altre volte le due cose insieme. Questa volta si chiamò un bacio in più e una spettinata di capelli dalla mano della mamma. Quanta vita in quello sguardo sfottitore, nel poterlo cogliere, nel potersi scambiare amore da occhi a occhi, qualunque cosa dicessero le parole. Quanta vita in quel momento ordinario, in cui la donna poteva persino ridere della propria morte che apparentemente non c'era, della vita così com'era e della segreta simultaneità di vita e morte, in cui ora dimorava, dove la realtà della morte dava più gusto alla vita, come uno sfondo scuro che dà risalto a tutti i colori, anche i più tenui.
C'era un'intera giornata davanti, e la donna se la sarebbe goduta pienamente momento per momento. Non era la semplice ripetizione di un giorno già vissuto, ma la degna celebrazione di tutta la sua vita. Un'occasione per guardare le cose in un modo nuovo, accogliendole così com'erano, apprezzandole per come erano, sorridendo alla vita in tutte le sue manifestazioni, accettandone anche le scomodità, le imperfezioni e le sgradevolezze. "Assoluzione generale", disse tra sé e sé la donna. Era così felice di essere viva oggi, in questo giorno dimenticato della sua esistenza, che le veniva semplice perdonare e benedire tutto e tutti, e perdonare una buona volta anche sé stessa - così com'era stata nella sua vita già conclusa - con i suoi umani  limiti, errori, difficoltà.
Perdonò tutti. Si perdonò tutto. Provò gioia. Provò gratitudine. Trovò senso.E in serata se ne tornò in pace da dov'era venuta.

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Ed ora vi propongo due esercizi.
Il primo è  una specie di gioco.
Oggi fate conto di essere tornati alla vita per un giorno, proprio come la donna di cui abbiamo parlato, e regolatevi di conseguenza per tutta la giornata.
Per ricordarvene, ogni tanto potete fermarvi un momento, fare un bel respiro e chiedervi: "Se ora sapessi che sono in visita qua per un giorno solo, venendo dall'Aldilà, come la vivrei questa esperienza?"
Provate a vivere varie esperienze, soprattutto le più usuali e banali, da questa nuova prospettiva e osservate se cambia qualcosa nel modo in cui vi relazionate alle persone, alle cose, alle situazioni.
Se non vi piace l'idea dell'Aldilà, immaginatevi come una persona che sia emigrata in America da trent'anni e che ora, tornando per un giorno solo a casa,  goda in pieno di tutto ciò che trova, bello o brutto che sia: l'odore delle piante selvatiche ai bordi del marciapiede (quell'odore che, aspetta, com'era? strappiamo una foglia e sentiamolo ancora...); la portinaia che brontola ad alta voce giù al palazzo (proprio quella che brontola da sempre; e lo fa anche oggi! Che mito... ascoltiamola attentamente, guardiamola bene), la parlata locale che si coglie passando in mezzo alla folla (com'è fatta questa musica? quante musiche diverse riusciamo a distinguere?).
Insomma provare, scoprire.
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Il secondo esercizio è una variante del body scan, quindi si fa da sdraiati, a occhi chiusi, con una traccia audio che dura mezz'ora.
È collegato al racconto che avete appena letto da una domanda, che è questa:
  • secondo voi la donna, quando si è resa conto di essere di nuovo nel suo vecchio corpo, che atteggiamento avrà assunto nei confronti  della sua cellulite, del suo alluce valgo, dei suoi peli di troppo, del suo dolore alla spalla, della sua pancia gonfia e della sua gastrite? Lo stesso atteggiamento di sempre o un atteggiamento un po' più accogliente e gentile del solito, dettato dalla semplice gioia di avere di nuovo un corpo, piuttosto che non averlo, e quindi di essere viva, piuttosto che non esserlo?
La risposta è nel racconto stesso. "Assoluzione generale", aveva detto infatti la donna, includendo certamente - visto che non l'aveva escluso - anche il suo corpo, completo di cellulite, alluce valgo, e ogni altra  caratteristica.
In questo spirito, la pratica di oggi  mette un'enfasi esplicita sull'assoluzione generale dei disagi presenti nel corpo, e quindi sull'atteggiamento accogliente, accettante, affettuoso, compassionevole con cui è utile relazionarci al nostro corpo e a noi stessi mentre pratichiamo. Ponendo l'attenzione sulle sensazioni fisiche,  lasceremo andare intenzionalmente ogni eventuale giudizio o critica  della mente relativamente al corpo (che per alcuni aspetti magari non ci piace, o non funziona bene come vorremmo, o ci reca dolore o altri tipi di disagio) e relativamente a noi stessi (caso mai ci accorgessimo che tendiamo a rimproverarci, per ciò che non funziona nella  nostra vita o anche nel nostro corpo, aggiungendo così  altra sofferenza al disagio che già incontriamo).
L'invito, durante la pratica, è di lasciar andare le critiche, i giudizi e ogni altra forma di lotta della mente contro le cose così come sono (il corpo così com'è, noi stessi così come siamo) e perdonare, perdonarci, prendendoci cura di noi stessi,  gentilmente, pazientemente, compassionevolmente.
Buona pratica!