giovedì 13 giugno 2019

Il momento di lasciar andare. Una meditazione e una poesia

A volte la nostra sofferenza può avere le sue radici nel nostro rimanere aggrappati a qualcosa, qualcosa che non riusciamo a lasciar andare e che ci impedisce di evolvere. 
Può trattarsi di una relazione finita, del ricordo di qualche evento del passato che ci fa ancora soffrire (un torto subito, un errore commesso), del timore di un evento futuro e incerto che non abbiamo il potere di evitare.  La mente torna e ritorna su questi temi e la ricchezza del momento presente con tutti i suoi doni e le sue potenzialità viene offuscata.
I casi di sofferenza indotta da qualcosa che non riusciamo a lasciar andare sono tanti e vari. Non sempre sono facili da riconoscere.
Ci sono alcune "guerre perse in partenza", per esempio, che a volte ci ostiniamo a combattere e combattere nella nostra vita,  nell'illusione che prima o poi le vinceremo. Sono certe tipiche situazioni di scacco, che conosciamo benissimo perché si ripetono immancabilmente nella nostra vita secondo lo stesso cliché. Se ci caschiamo e ci ricaschiamo cento volte, è perché non lasciamo andare il nostro desiderio disperante che le cose non siano come sono, e l'illusione che questa situazione sempre uguale non ci porterà  anche questa volta al solito punto morto (dove invece  immancabilmente ci porta).  
Non è facile per nessuno capire cosa ci sarebbe da lasciar andare nella propria vita, nel proprio cuore, nella propria mente.  E tanto meno quando, visto che c'è un tempo per tutte le cose:  un tempo per  trattenere e un tempo per mollare, un tempo per insistere e un tempo per desistere, un tempo per restare e un tempo per uscire di scena.
C'è chi nel dubbio resta come appeso a un trampolino, tra il desiderio di fare un tuffo e la paura di tuffarsi,  tra il senso di falsa sicurezza che dà il restare aggrappati a qualcosa di noto e lo sgomento che genera l'idea di  lasciarlo andare e sperimentare il nuovo.
Se dentro di noi questo tema in qualche modo risuona, nella nostra personalissima variante, proviamo  a prendere la faccenda un po' alla larga, trattandoci con gentilezza: lo spirito non è quello di muoverci rimproveri o di forzarci a fare qualcosa per cui non ci sentiamo pronti.
Accostiamoci semplicemente all'idea di come potremmo sentirci se riuscissimo davvero a lasciar andare ciò che oggi è maturato a sufficienza per essere lasciato andare. Ricordiamoci che anche i frutti più dolci non possono restare in eterno sui rami di un albero, e il cibo migliore non può restare in eterno nel nostro frigorifero e nemmeno nel nostro corpo.
Accostiamoci oggi al lasciar andare con una meditazione guidata  tratta dal mio canale YouTube e con una poesia di cui non è chiara la paternità. Si intitola She let go (Lasciò andare); alcuni l' attribuiscono ad Ernest Holmes, altri a Jennifer Eckert Bernau, altri al Rev.Safire Rose. Di chiunque sia, mi sembra molto bella e con una sua delicata tonalità spirituale che la rende un po' speciale. Eccola, a seguire, dopo la meditazione, prima nella traduzione italiana e poi nella versione inglese.
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Lasciò andare.
Senza un pensiero o una parola, lei lasciò andare.
Lasciò andare la paura.
Lasciò andare i giudizi.
Lasciò andare la confusione di opinioni che sciamano intorno alla testa.
Lasciò andare l'indecisione in lei.
Lasciò andare tutte le ragioni "giuste".
Totalmente e completamente,
senza esitazione o preoccupazione, ha appena lasciato andare.
Lei non ha chiesto nessun consiglio.
Lei non ha letto un libro su come lasciare andare ...
Lei non ha pregato le Scritture.
Ha appena lasciato andare.

Lasciò andare tutti i ricordi che la legavano.
Lasciò andare tutta l'ansia che le impediva di andare avanti.
Lasciò andare la progettazione e tutti i calcoli sul giusto.
Non ha promesso di lasciar andare.
Lei non ha scritto la data.
Non ha fatto alcun annuncio pubblico e messo nessun annuncio sul giornale.
Lei non ha controllato le previsioni del tempo o letto il suo oroscopo quotidiano.
Ha appena lasciato andare.

Lei non ha analizzato se lei avrebbe dovuto lasciar andare.
Non ha chiamato i suoi amici per discutere la questione.
Lei non ha fatto un trattamento spirituale.
Lei non proferì una parola. Ha appena lasciato andare.
Nessuno era in giro quando è successo.
Non c'era nessun applauso o un coro di congratulazioni.
Nessuno è stato ringraziato.
Nessuno si è accorto di nulla.
Come una foglia che cade da un albero, lei ha appena lasciato andare.

Senza nessuno sforzo.
Senza nessuna lotta.
Né bene né male.
Era quello che era, ed è proprio questo.
Nello spazio di lasciarsi andare, lei lascia che tutto sia.

Un piccolo sorriso appare sul suo viso.
Una leggera brezza soffia attraverso di lei.
E il sole e la luna splendono sempre.




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She Let Go
She let go. Without a thought or a word, she let go.
She let go of fear. She let go of the judgments. 
She let go of the confluence of opinions swarming around her head.
She let go of the committee of indecision within her.
She let go of all the ‘right’ reasons. Wholly and completely, 
without hesitation or worry, she just let go.
She didn’t ask anyone for advice. She didn’t read a 
book on how to let go… She didn’t search the scriptures.
She just let go.
She let go of all of the memories that held her back. 
She let go of all of the anxiety that kept her from moving forward. 
She let go of the planning and all of the calculations about how to do it just right.
She didn’t promise to let go. 
She didn’t journal about it. 
She didn’t write the projected date in her day-timer.
She made no public announcement and put no ad in the paper. 
She didn’t check the weather report or read her daily horoscope. 
She just let go.
She didn’t analyse whether she should let go. 
She didn’t call her friends to discuss the matter. 
She didn’t do a five-step Spiritual Mind Treatment. 
She didn’t call the prayer line. 
She didn’t utter one word. She just let go.
No one was around when it happened. 
There was no applause or congratulations. 
No one thanked her or praised her. 
No one noticed a thing. 
Like a leaf falling from a tree, she just let go.
There was no effort. There was no struggle. 
It wasn’t good and it wasn’t bad. 
It was what it was, and it is just that.
In the space of letting go, she let it all be. 
A small smile came over her face. 
A light breeze blew through her.
And the sun and the moon shone forevermore.
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(The author of this poem is unclear. A few sites list Ernest Holmes as the author, another Jennifer Eckert Bernau and still another Rev.Safire Rose)

foto di Ankus Minda on Unsplash
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domenica 12 maggio 2019

"Sono qui per te, ti voglio bene, ti accetto, ti capisco, vedo che stai soffrendo, voglio aiutarti". 2 Incontri di Mindfulness e Compassione e 1 Sondaggio

Dr.Maria Michela Altiero
psicologa
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La compassione può essere concettualizzata in vari modi.
Secondo la definizione del Dalai Lama, la compassione è una sensibilità alla sofferenza propria e altrui, unita a un profondo impegno nel cercare di alleviarla.
Per il buddismo Mahayana, la mindfulness crea le condizioni per una mente calma e la compassione quelle per una mente trasformata. Le due cose operano insieme come le ali di un uccello.
Per Paul Gilbert, docente di Psicologia Clinica all'Università di Derby (Inghilterra), che si occupa dello sviluppo della terapia focalizzata sulla compassione da oltre venti anni, "la compassione è in relazione a vari tratti di personalità, come il calore e l'amicalità e il suo svilupppo, a partire dall'infanzia, è fortemente connesso alle prime esperienze affettive e alla sicurezza del legame di attaccamento."
L'atteggiamento compassionevole (caldo, premuroso, interessato al benessere di chi sta soffrendo) può essere sperimentato in tre modi, e cioè:
- 1) come qualcosa che riceviamo dagli altri;
- 2) come qualcosa che noi rivolgiamo verso gli altri;
- 3) come qualcosa che noi rivolgiamo verso noi stessi.
Riguardo alla prima possibilità, qualche tempo fa abbiamo fatto un sondaggio tra i lettori chiedendo: "Quando state soffrendo, quali atteggiamenti e comportamenti altrui vi danno conforto? E quali non vi danno conforto?".
I risultati sono molto interessanti, perché è venuto fuori un elenco di atteggiamenti e comportamenti piuttosto comuni (che cioè chiunque potrebbe assumere automaticamente o con le migliori intenzioni) con un punteggio in termini di "desiderabilità" e "indesiderabilità" da parte di chi si trova a riceverli.
Di fatto, ciò che ci dà conforto nel momento della sofferenza, sono le reazioni che trasmettono, anche implicitamente, tutte uno stesso messaggio. Questo messaggio, che è il nucleo della compassione, può essere tradotto, usando le parole del medico e psicoterapeuta australiano Russ Harris, più o meno così: "Sono qui per te, ti voglio bene, ti accetto, ti capisco, vedo che stai soffrendo, voglio aiutarti".
Ci sarà pure un motivo se, quando stiamo male, a volte preferiamo non dirlo a certe persone, perché non sono capaci di starci vicine come noi sentiamo di avere bisogno, ci dicono magari anche parole "buone" che però non ci aiutano, non ci danno conforto, e anzi ci fanno sentire soli e non compresi.
E poi magari capita, viceversa, che ci sentiamo confortati da gesti e parole, anche molto semplici, che però arrivano diritti al cuore come un balsamo lenitivo.
Russ Harris, nel suo libro "Se il mondo ti crolla addosso", ci dona questo piccolo e commovente esempio, tratto dalla sua personale esperienza di padre di un bambino con diagnosi di autismo. "...Quando mio figlio ricevette la diagnosi", racconta il dottor Harris, "soffrii in maniera quasi intollerabile e una delle reazioni più meravigliose fu quella del mio migliore amico Jhonny. Ora, Jhonny è un tipo molto terra terra, così, quando alcuni giorni dopo ci incontrammo e gli raccontai quello che era successo, mi abbracciò forte e disse: " Ca***! Devi sentirti veramente di merda!". Sono parole molto poco poetiche, ma le disse con un tale affetto e una tale dolcezza che mi toccarono molto più nel profondo di quanto potrebbero mai fare le poesie più eloquenti."
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Per chi fosse interessato ai risultati del nostro sondaggio e a qualche riflessione in merito, ecco il link per essere indirizzati al relativo post:
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Per partecipare ai due incontri di Mindfulness e Compassione in programma per il 15 ed il 29 maggio, è ancora possibile prenotarsi fino ad esaurimento posti. Ricordo che i due incontri costituiscono parte di un unico discorso e non è possibile partecipare all'incontro del 29 maggio senza aver partecipato all'incontro del 15 maggio.
Photo by juan pablo rodriguez on Unsplash

sabato 20 aprile 2019

Mindfulness: praticare con il dolore fisico. Traccia audio e auguri di serena Pasqua

Dr.Maria Michela Altiero
psicologa
***  +39 3888257088  ***
Auguro a voi tutti di poter trascorrere una buona Pasqua, in una condizione di spirito sufficientemente serena da farvi apprezzare tutto ciò che in questi giorni di festa potrà scaldarvi il cuore e farvi stare bene.
Il mio dono per voi è una nuova traccia audio che spero possa rendere più sereni questi momenti anche a chi sta facendo i conti con un dolore fisico.


Oggi proviamo una pratica di mindfulness che può esserci utile quando facciamo i conti con un dolore fisico. 
A volte può trattarsi di un dolore acuto (come quando battiamo violentemente contro uno spigolo) altre volte può trattarsi di un dolore cronico, un compagno di viaggio che sta sempre lì con noi o va e viene ma poi torna sempre. 
Se abbiamo dei metodi validi per sbarazzarci di questi dolori, ben vengano. Ma se così non fosse oppure se questi validi metodi per qualche ragione non potessero essere la soluzione a cui ricorrere stabilmente, allora la questione diventa un'altra, e cioè come convivere al meglio con un dolore fisico.
Uno dei maggiori problemi che abbiamo, quando è presente un dolore nel corpo, è la nostra naturale  tendenza a resistergli, perché questa paradossalmente aumenta il livello della nostra sofferenza. 
Questa resistenza ha componenti sia fisiche, sia mentali sia emotive. Il nostro corpo tenta di proteggersi dal dolore contrastandolo con la tensione muscolare. La mente tende a evitarlo, a respingerlo, a lottarci contro con pensieri ricorrenti ("Odio questo dolore." "Perché non se ne va?" "Non è giusto che io viva questo"). Il cuore sperimenta angoscia, risentimento, afflizione. 
La mindfulness suggerisce di lasciar andare ogni resistenza e di incontrare il dolore fisico con gentile interesse e delicata curiosità,  conoscendolo per quello che è:  una "semplice" sensazione fisica. 
Com'è fatta esattamente questa sensazione?
Dove la sentiamo? Che forma ha? Si muove o sta ferma? Ci dà l'impressione di avere un colore? Una temperatura? E' costante o varia di intensità? Cambia nel tempo?  Cambia se cambiamo posizione? 
Se ci accorgiamo che il corpo sta resistendo al dolore contraendosi in alcune zone, proviamo come meglio ci riesce ad allentare queste tensioni (magari ricorrendo alla tecnica del respirare nelle zone tese per favorire il rilassamento).
Se ci accorgiamo che arrivano pensieri, come sempre notiamo di che si tratta e poi li lasciamo stare, tornando con l'attenzione all'esercizio.
Una cosa che può affliggerci quando proviamo un dolore fisico è l'impressione che esso sia costante e immutabile. Un'attenzione gentile portata al suo reale modo di essere momento per momento, può rivelarci invece una sua fluidità e mutevolezza, che può confortarci (non è poi così vero che non cambia mai). 
Inoltre la mindfulness, coltivata con pratiche regolari, può aiutarci a integrare le sensazioni fisiche in un più ampio contesto di consapevolezza, e consentirci una certa presa di distanza dall'esperienza del dolore che ne attenua la gravità.
Vari studi condotti su persone che hanno partecipato al programma MBSR - Mindfulness-Based Stress Reduction, hanno evidenziato l'acquisizione di una capacità di relazionarsi meglio con il dolore fisico, di ammorbidire intenzionalmente le zone del corpo intorno ad esso, e di notare come il dolore fosse un processo mutevole, dinamico e più tollerabile, con significativi cambiamenti in termini di funzionamento e di capacità di godersi la vita.

domenica 10 febbraio 2019

Mindfulness. Un atto d'amore e di gratitudine verso il nostro corpo in attesa di San Valentino. Première della nuova traccia audio su YouTube

Dr.Maria Michela Altiero
psicologa
***  +39 3888257088  ***

Lunedì 11 febbraio alle ore 22:00 première della nuova pratica di mindfulness dal titolo "Body scan e gratitudine" su YouTube al link: https://youtu.be/HEkvsyi3edc
Ci connetteremo tutti simultaneamente al canale YouTube, per praticare insieme con la guida della nuova traccia audio. La traccia stessa resterà caricata sul canale YouTube, e potrà essere riascoltata anche successivamente collegandosi al medesimo link.
Con questa pratica di mindfulness porteremo l'attenzione non solo sulle sensazioni corporee ma anche sulle importanti funzioni che il nostro corpo assolve quotidianamente per noi, e per cui merita la nostra gratitudine.
Se sei iscritto al mio canale YouTube, puoi connetterti al link https://youtu.be/HEkvsyi3edc anche per prenotare sin d'ora un promemoria per ricordarti di connetterti tempestivamente.
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A volte l'esperienza di vivere in un corpo che funziona è una cosa che diamo un po' per scontata. La meraviglia di abitare in un corpo vivo, che "semplicemente" respira, digerisce, cammina, vede, tocca, raramente attira la nostra attenzione, come se fosse una banalità. Più spesso ci accorgiamo di cosa non funziona nel nostro corpo, o di cosa non funziona come vorremmo. Tendiamo a criticarlo, più che a lodarlo o ringraziarlo per quello che fa.
La pratica  di mindfulness "Body scan e gratitudine" ci consente di coltivare la consapevolezza anche riguardo a tali funzioni, rendendoci testimoni più attenti del miracolo della vita di cui siamo parte, e di esprimere gratitudine a questo nostro corpo per tutto quanto fa per noi.
Un atto di amore e di riconoscenza degno di San Valentino!
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Ti aspetto tra noi su YouTube per praticare insieme!
Connettiti al link: https://youtu.be/HEkvsyi3edc
Photo by Kewei Hu on Unsplash



venerdì 11 gennaio 2019

La mappa personale del tesoro: un'attività di buon augurio per l'anno nuovo tra gioco, arte, programmazione e... psico-magia

Collage realizzato da Elena Fiore per la mostra DADAUMPA - da www.elenafiore.it pagina "Collage"
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"Senza una mappa,
 nessun pirata che si rispetti, neanche il più spaccone,
 si metterebbe alla ricerca di un tesoro sepolto.
 Perché dovresti farlo tu?" 
(Sarah Ban Breathnach)

Se in questo freddo weekend di gennaio decidessimo di restare un po' di più a casa, magari potremmo dedicare qualche momento ad un'attività a metà strada tra il gioco, l'arte, la programmazione e la... psico-magia
Si tratta della costruzione della nostra "mappa personale del tesoro": uno specialissimo collage che può aiutarci a fare chiarezza sui desideri del nostro cuore e a restare fedeli alle nostre buone intenzioni durante tutto l'anno e soprattutto nei momenti in cui saremmo tentati di mollare
Per iniziare armiamoci di forbici e colla, come quando eravamo piccoli, e per prima cosa attacchiamo al centro di un foglio bianco una bella fotografia di noi stessi. Se c'è una fotografia in cui abbiamo l'aria contenta e soddisfatta, prendiamo quella. Altrimenti prendiamo la foto in cui ci piaciamo di più: con il taglio di capelli che ci piace, i vestiti che ci fanno sentire a nostro agio e la nostra espressione migliore.
Poi un po' alla volta cominciamo a sfogliare riviste e depliant vari o anche a passare in rassegna le foto che abbiamo sul computer o nei cassetti, o che scaricheremo da internet andandocele proprio a cercare. Di fatto ciò che cerchiamo sono delle immagini da ritagliare ed incollare attorno alla nostra fotografia in modo da realizzare un quadro che rappresenta noi stessi circondati dai nostri sogni realizzati o, se preferiamo, dalle nostre intenzioni portate a buon fine.
Quest'opera, una volta finita, costituirà un potente strumento visivo per concentrare la nostra energia creativa nella direzione che vogliamo prendere e ci aiuterà, giorno dopo giorno e passo dopo passo, ad orientarci sui sentieri della vita, ricordandoci per tutto l'anno di restare fedeli ai nostri sogni e alle nostre intenzioni e  segnalandoci quando ci stiamo allontanando troppo dalla nostra rotta.
Prima di iniziare il collage, potrebbe esserci utile un momento di raccoglimento a occhi chiusi, per provare a passare in rassegna i vari aspetti della nostra vita e valutare cosa vogliamo conservare così com'è e cosa vogliamo cambiare.
Passiamo in rassegna per esempio  la nostra casa. È sufficientemente accogliente e confortevole?  Come ci piacerebbe vederla per sentirci bene?  Ci sono zone disordinate che ci piacerebbe vedere in ordine? Cose rotte che ci piacerebbe fossero riparate? Cose vecchie che ci piacerebbe sostituire?
E come per la nostra casa possiamo fare lo stesso per ogni altro aspetto della nostra vita, sia che si tratti di cose importanti sia che si tratti di cose futili: il nostro guardaroba,  le nostre amicizie, il nostro lavoro, le  nostre vacanze, il nostro conto in banca e così via.
In compagnia di chi ci piacerebbe stare? Cosa ci piacerebbe fare?  Dove ci piacerebbe andare in vacanza? Come ci piacerebbe lavorare?  Quali cose metteremmo volentieri sullo sfondo? Quali in primo piano? E così via.
Apportiamo alla nostra realtà di oggi tutti i cambiamenti che desideriamo. Permettiamoci di aggiungere persone, animali, luoghi, vestiti, macchinari, cibi, oggetti, colori, simboli. E anche di togliere tutto ciò di cui vorremmo liberarci.E godiamoci mentalmente lo spettacolo d'insieme.
Se la scena ci piace e ci fa sentire bene, allora siamo pronti per il collage. Cerchiamo tutte le immagini dei nostri sogni e attacchiamole intorno alla  nostra foto e se non le troviamo pazienza: vorrà dire che le disegneremo o  le rappresenteremo con delle scritte colorate ed efficaci.
"Creando la tua mappa personale del tesoro," suggerisce Sarah Ban Breathnach, nel suo libro L'incanto della vita semplice , "pensa a cose divertenti, piacevoli. Pensa come se avessi sette anni. Questo non è un esercizio intellettuale di esistenzialismo. È una lista di desideri... Soprattutto, ricorda che nessun altro, oltre a te, dovrà necessariamente sapere della tua mappa del tesoro. I nostri desideri per il futuro, le nostre speranze, i nostri sogni, le nostre aspirazioni sono i nostri tesori più veri. Custodisci i tuoi nel santuario del tuo cuore."
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venerdì 21 dicembre 2018

Una meditazione sul cuore per curare le difficoltà relazionali ed accogliere più serenamente il Natale

Dr.Maria Michela Altiero
psicologa
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Se in questo momento siamo innamorati,  siamo corrisposti e stiamo vivendo una relazione felice (...beati noi!), c'è da aspettarsi un buon Natale per il nostro cuore.
Come c'è da aspettarsi un buon Natale, se stiamo facendo i preparativi per il pranzo, per i doni, o per un'altra forma di accoglienza affettuosa diretta a qualcuno a cui teniamo, e di cui pregustiamo, come se fosse nostra, la gioia di ricevere da noi quell'attenzione: i bambini di famiglia, le persone sofferenti di cui ci prendiamo cura profondamente, tutti coloro a cui ci sentiamo sinceramente vicini.
Ma può darsi che il nostro cuore in questo momento non stia vivendo una condizione del genere.
Se portiamo nel cuore una ferita recente, il Natale può risultare per noi un amplificatore della nostra sofferenza.
Se abbiamo litigato con una persona cara, o per qualche altro motivo siamo in freddo con lei, con tutti o alcuni dei nostri parenti o dei nostri amici, il Natale non ci porta il conforto della vicinanza, il calore della connessione, ma anzi amplifica il senso di separatezza, di lontananza dalle persone della nostra vita, di solitudine interiore.
Di fatto non sempre possiamo scegliere ciò che la vita, e in questo caso il Natale, ci porta.
Come i doni sotto l'albero, ciò che arriva non è sempre di nostro gradimento o sotto il nostro controllo.
Possiamo scappare? A volte sì, a volte no. C'è chi a Natale parte, chi prende l'influenza, chi si considera salvato da un turno di lavoro.
Ma supponiamo che vogliamo (o dobbiamo) restare qui, in un Natale tradizionale e scomodo, con le difficoltà relazionali che sappiamo benissimo di avere, magari proprio con le persone più care (il figlio ribelle, il genitore che non ci capisce, il partner che brontola o tace, un altro parente o amico con cui non c'è più comunicazione autentica, ma solo i soliti vuoti salamelecchi natalizi), che abbiamo intenzione di fare?
Possiamo metterci (o tenerci) una bella corazza sul cuore, che protegga e nasconda la nostra vulnerabilità, ma che al tempo stesso ci isola, ci preclude la gioia della vicinanza umana,  o possiamo provare a cambiare l'atteggiamento con cui accogliamo gli altri, per consentire al nostro cuore di vivere la pienezza e il calore che viene dal contatto umano autentico, nonostante l'evidenza che nessuna persona è perfetta e nessuna relazione è immune da qualche forma di turbolenza.
In questo spirito, vi presento la nuova meditazione di Natale.
E' una meditazione sul cuore che può aiutarci ad avere cura delle nostre relazioni, specie se stiamo affrontando delle difficoltà su questo fronte proprio con le persone più care.
E'  ispirata ad alcuni suggerimenti di Saki Santorelli su come coltivare la compassione nel nostro cuore.
Alcune persone, a cui l'ho già proposta, hanno avvertito che qualcosa, durante la pratica, andava sciogliendosi in pianto. Non è detto che ciò capiti a tutti, ma se dovesse capitare non facciamone un dramma.
A volte quando qualcosa riprende a scorrere (nei tubi dell'acqua, nel nostro cuore, nel nostre relazioni), il primo getto può essere dirompente. Accettiamolo.
Vi lascio alla traccia audio con l'augurio sincero di un Natale di luce, calore e amore.
Buona pratica!



sabato 15 dicembre 2018

Una storia in attesa del Natale e della "Meditazione del cuore"

In attesa del Natale, vi propongo sul canale YouTube una piccola storia che ci ricorda come il nostro atteggiamento nei confronti degli altri e di noi stessi può influire sull'andamento della nostra vita e delle nostre relazioni.
Di fatto non sempre abbiamo il potere di determinare gli eventi della nostra vita, ma possiamo lavorare sul modo in cui li accogliamo, sul modo in cui rispondiamo alle richieste del momento. Possiamo decidere a quali valori uniformare le nostre scelte, quale atteggiamento assumere nei confronti di noi stessi e degli altri, decidere di essere la persona che ci piace essere, a prescindere da come stanno andando le cose.
E alla fine è proprio questo agire consapevole e libero da condizionamenti che determina il cambiamento, portando i suoi doni preziosi.
Questa piccola storia è anche un modo per introdurre la prossima meditazione che verrà pubblicata a breve sul canale YouTube, in occasione del Natale. Si tratta del ''Meditazione del cuore'', il cui scopo è di prepararci al Natale, favorendo un atteggiamento del nostro cuore più accogliente, amorevole e compassionevole. Se vogliamo un Natale di pace, serenità, amore e gioia, è utile preparare il nostro cuore a tutto questo, a consentirlo, a permetttercelo.



Ricordo a tutti che il  20 dicembre 2018 dalle ore 18:00 alle ore 19:30 ci sarà un incontro gratuito di mindfulness psicosomatica nel mio studio a Torre del Greco. Mediteremo insieme, ci scambieremo gli auguri di Natale e assaggeremo in anteprima alcune pratiche del programma di mindfulness psicosomatica che partirà il 10 gennaio 2019.
Posti numerati. 
Per partecipare all'incontro del 20 dicembre occorre prenotarsi al



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domenica 2 dicembre 2018

Incontro natalizio gratuito di mindfulness psicosomatica



Il 20 dicembre 2018 dalle ore 18:00 alle ore 19:30 incontro gratuito natalizio di benessere psicofisico a Torre del Greco. Si sperimenteranno alcune pratiche di consapevolezza psicosomatica del protocollo di mindfulness psicosomatica (PMP). I partecipanti che vorranno iscriversi il 20 dicembre al programma di mindfulness psicosomatica che parte il 10 gennaio 2019, riceveranno uno sconto del 20% sul relativo costo e riceveranno anche un buono sconto del 20% da regalare a un amico. 
Posti numerati. 
Per partecipare occorre prenotarsi al
+39 3888257088

mercoledì 28 novembre 2018

Energetica dolce e consapevolezza del corpo in movimento. Nuova traccia audio

Oggi andiamo a sfatare due miti: quello dello psicologo seduto sulla sedia e quello del meditante immobile. C'è infatti una parte del lavoro che facciamo nei programmi mindfulness-based (a cominciare dal programma MBSR - Mindfulness Based Stress Reduction - fino a estendersi a tutti gli altri), che ha a che fare proprio con il movimento corporeo. A volte si tratta di mindful yoga, per esempio, altre volte "semplicemente" si cammina.
Di fatto possiamo portare la nostra consapevolezza in qualunque attività della nostra vita, vigili e presenti a tutto ciò che si manifesta nel corpo, nella mente, nel cuore, sia che stiamo fermi sia che ci muoviamo.
Oggi vi presento una traccia audio che guida alcuni semplici movimenti del corpo tratti dagli esercizi di energetica  dolce del Protocollo di Mindfulness Psicosomatica - PMP. Si tratta solo di un piccolo assaggio, ma può essere utile per farsene un'idea. Non dimentichiamo infatti che la mindfulness è soprattutto un'esperienza e che per questo i programmi mindfulness-based hanno tutti un taglio fortemente esperienziale.
Proprio in questo spirito, vi comunico anche che il 20 dicembre 2018, dalle 18:00 alle 19:30, ci sarà un incontro gratuito di mindfulness psicosomatica presso il mio studio di Torre del Greco (aperto a tutti, su prenotazione), in occasione del quale sarà possibile sperimentare alcune pratiche di mindfulness psicosomatica e anche fruire di uno speciale sconto natalizio del 20% sul costo del corso di mindfulness psicosomatica che partirà il 10 gennaio 2019 (sconto riservato a chi si iscriverà la sera stessa ed estensibile ad una persona amica). Per informazioni e prenotazioni, potete chiamare come sempre il numero
Ecco il video da YouTube con la nuova traccia audio ed a seguire qualche chiarimento riguardo agli esercizi di energetica secondo il Protocollo di Mindfulness Psicosomatica - PMP - del Progetto Benessere Globale - Gaia.


Gli esercizi di energetica sono definiti dal Protocollo PMP come una esplorazione dinamica del corpo, una specie di body scan attivo, un modo per coltivare la consapevolezza del corpo, riconoscendo la sua energia fluida o bloccata.
Durante gli esercizi portiamo l'attenzione sulla sensazione corporea interna dell'energia che sentiamo fluire nel corpo (scientificamente energia elettromagnetica, elettroencefalografica, ecc.), sviluppando una sensibilità a riguardo che si affina progressivamente con la pratica. 
Alcuni esercizi sono detti di energetica dolce, perché sono basati sulla lentezza dei movimenti e sul rilassamento e vanno a stimolare il sistema nervoso parasimpatico. Altri, che sono detti  di energetica forte, sono invece più attivanti, portano a sentire la forza corporea e stimolano il sistema nervoso simpatico.
Gli esercizi di energetica, quindi, oltre a farci prendere coscienza del tipo di energia che avvertiamo in un certo momento dentro di noi, ci insegnano anche a riequilibrare alcuni eccessi (eccessiva tensione/eccessivo rilassamento), aiutandoci non solo a rilassarci se siamo troppo tesi (energetica dolce), ma anche ad attivarci (energetica forte), quando per esempio abbiamo bisogno di vincere la paura e il senso di debolezza e vogliamo consentire alla nostra forza di esprimersi per difenderci e proteggerci.
Questi esercizi si ispirano ad antiche pratiche di tradizione orientale dette non a caso pratiche di lunga vita.
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foto by Christopher Campbell on Unsplash

domenica 23 settembre 2018

Eventi gratuiti per la Settimana per il Benessere Psicologico. Due laboratori di Mindfulness Psicosomatica per Docenti


Con molto piacere ho dato anche quest'anno la mia adesione alla Settimana per il Benessere Psicologico in Campania, un’iniziativa dell'Ordine degli Psicologi campani, giunta ormai alla nona edizione, che prevede il coinvolgimento dei comuni, delle scuole e delle professioni che si occupano del benessere delle persone. 

Per l'occasione sarò presente in due scuole campane con il seguente evento: 
LABORATORIO
di  Mindfulness Psicosomatica per Docenti
Incontro teorico-esperienziale di introduzione
 alle tecniche di consapevolezza psicosomatica
 per l'equilibrio di mente, corpo e cuore

Ecco le date:
  • 8 ottobre 2018 ore 15:00/17:00

presso I.C. Giacomo Leopardi - Torre del Greco
per prenotazioni: 081.8824878
(segreteria scolastica sig.Maria Teresa Commone)

  • 9 ottobre 2018 ore 16:00/17:30

presso I.IS. Besta Gloriosi - Battipaglia
per prenotazioni: 339.5408074
(Prof. Gerardina Gonnella)

Per altre informazioni su questi incontri ed in genere  sui corsi di mindfulness psicosomatica per docenti è possibile contattarmi  via  e-mail all'indirizzo  psicologa.altiero@gmail.com.




Leggi anche:
- Scuola: corso di mindfulness per docenti. L'esperienza di un Istituto Comprensivo di Torre del Greco


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