martedì 28 luglio 2015

Momenti in cui abbiamo bisogno di sapere... che siamo in grado di traversare la tempesta

Testo tratto dal libro di  Jon Kabat-Zinn,  Vivere momento per momento
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“Nei momenti di sofferenza emotiva è molto utile portare avanti parallelamente i due approcci, quello centrato sulla consapevolezza delle emozioni e quello centrato sul problema. Entrambi sono essenziali per rispondere efficacemente a situazioni  stressanti o difficili.
Quando ci  concentriamo sul problema [...] cerchiamo di vederne con chiarezza l’origine e le dimensioni senza essere annebbiati dai nostri sentimenti. Cerchiamo di discernere cosa è necessario fare, quali sono i potenziali ostacoli e quali risorse interne ed esterne abbiamo a disposizione. Per procedere in questo modo può essere necessario esplorare cose che non hai mai tentato prima, chiedere consiglio e aiuto ad altri, magari acquisire nuove capacità. Ma se scomponi il problema in singoli aspetti e li affronti uno per volta, scoprirai di essere capace di agire efficacemente anche in momenti di grande sofferenza emotiva. A volte questo approccio può contribuire a calmare il tuo turbamento emotivo o perlomeno dargli una tregua abbastanza lunga da permetterti di non peggiorare le cose.
L’approccio centrato sul problema presenta anche dei pericoli, specialmente se ti dimentichi che è solo uno di due corsi d’azione paralleli. Ci sono persone che tendono a rapportarsi a tutte le situazioni in modo oggettivo, come problemi da risolvere. Così facendo si separano dai propri sentimenti e spesso tendono a ignorare anche i sentimenti degli altri con cui sono coinvolti. Quest’abitudine non porta a un modo di vivere equilibrato e può generare molta sofferenza inutile.
Quando ti concentri sulle emozioni, osserva i tuoi pensieri e sentimenti nella prospettiva della consapevolezza, ricordandoti che puoi lavorarci.
Puoi anche allargare la prospettiva intorno alle tue emozioni , immergendole in un contesto di consapevolezza più ampio. A volte questo ampliamento viene detto reframing, cioè ‘reinquadrare’,  collocare la situazione in un diverso quadro. Puoi farlo con le tue emozioni, con il problema in sé o con entrambi.
Trasformare un ostacolo in un’occasione o una sfida è un esempio di reinquadramento. Un altro esempio è contemplare la tua sofferenza nel contesto della sofferenza di altri, che vivono magari situazioni peggiori della tua. Il reinquadramento ultimo è la consapevolezza stessa, nel cui ambito possiamo percepire la realtà delle cose così come sono.
I momenti di turbamento emotivo, i momenti di tristezza, rabbia, paura, lutto, i momenti in cui ci sentiamo feriti, sperduti, umiliati, frustrati, sconfitti, sono quelli in cui abbiamo più che mai bisogno di contare sulla forza e stabilità del nostro centro.
Sono i momenti in cui abbiamo bisogno di sapere che siamo in grado di traversare la tempesta e accrescere la nostra umanità in questo viaggio. In momenti del genere è utile fermarsi e darsi uno spazio di quiete. Osservando la nostra sofferenza emotiva in uno spirito di accettazione, di apertura e di delicatezza verso noi stessi, e nello stesso tempo adottando un approccio centrato sul problema, troviamo il punto di equilibrio tra rispettare il nostro dolore e agire efficacemente nel mondo. Questo modo di affrontare la situazione riduce il rischio di essere accecati dalle emozioni e restarne prigionieri. La consapevolezza dei nostri pensieri e sentimenti, soprattutto in rapporto con altre persone, ci aiuta molto ad agire efficacemente anche in mezzo alla sofferenza. E nello stesso tempo getta il seme per la guarigione del cuore e della mente.”
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