mercoledì 3 dicembre 2014

Accettare la realtà così com'è (che ci piaccia o no)

«Preghiera per la serenità. Dio, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza di distinguere le une dalle altre.Vivendo un giorno per volta; assaporando un momento per volta; accettando la difficoltà come sentiero per la pace. Accogliendo, come ha fatto Gesù, questo mondo di peccato così com'è, non come io vorrei che fosse. Confidando che Tu volgerai tutto per il meglio se mi arrenderò alla Tua volontà, così che io possa essere ragionevolmente felice in questa vita e sommamente felice con Te per sempre nella prossima.» 
(Reinhold Niebuhr)
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Accettare le circostanze in cui ci troviamo può essere un' impresa molto difficile, specie se queste circostanze non ci piacciono e noi non possiamo cambiarle. Non a caso è proprio questa la prima grazia che si chiede a Dio nella celebre preghiera della serenità, scritta da Reinhold Niebuhr, e poi adottattata e fatta propria dagli Alcolisti Anonimi nel loro programma a dodici passi.

Chi non si riconosce in una preghiera cristiana e nemmeno in un percorso per alcolisti anonimi, potrebbe giustamente nutrire qualche perplessità circa questa capacità di accettazione. 

Potrebbe vederci una resa alla disperazione (non ci sono speranze), un atteggiamento da santo votato al martirio, o anche un troppo fiducioso abbandono alla provvidenza divina, che in fin dei conti per lui nemmeno c'è. 

L'accettazione è in realtà qualcosa di diverso da tutto ciò. 

Arrendersi alle circostanze che non possiamo cambiare, riconoscere quietamente che in questo momento le cose stanno come stanno e non c'è niente da fare, è semplicemente guardare in faccia la realtà e ammettere che è così, che ci piaccia o no. 

Questo atteggiamento, per quanto strano possa sembrare, è anche il primo e indispensabile passo verso una possibile trasformazione. 

Forse non cambieranno le circostanze in cui ci troviamo in quanto tali, perché se si tratta di cose che davvero non possono cambiare, probabilmente davvero non cambieranno. Ma potrà cambiare la relazione che noi intratteniamo con quelle circostanze. 

Quando smettiamo di opporre resistenza alla realtà (e quindi smettiamo di negarla, maledirla, rifiutarla e in genere combatterla), tutta l'energia mentale che fino a quel momento avevamo impiegato in questa lotta estenuante, viene finalmente liberata e diviene disponibile per qualcos'altro. 

La nostra mente alleggerita potrà allora aprirsi a nuovi punti di vista, riuscire a guardare le cose in una luce nuova, e renderci capaci di accogliere anche i doni che la vita ha ancora da offrirci se appena noi glielo consentiamo. 

Tutto ciò senza contare che è proprio la piena accettazione della realtà, che può poi consentirci anche di prendere le decisioni più appropriate circa il da farsi, rendendo il nostro agire più incisivo ed efficace, rispetto a come sarebbe se la nostra visione delle cose non fosse chiara, bensì vaga e confusa.

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A seguire, un pensiero sull'argomento di Jon Kabat-Zinn. 


«Accettazione significa vedere le cose così come sono nel momento presente. Se hai mal di testa, accetta che hai mal di testa. Se pesi qualche chilo in più di quanto vorresti, accettalo come una descrizione dello stato attuale del tuo corpo. Prima o poi è inevitabile accettare che le cose sono così come sono, anche quando si tratta di una diagnosi di cancro o della morte di una persona amata.
Spesso arriviamo all'accettazione solo dopo aver attraversato periodi emotivamente difficili di rimozione e di rabbia. Questi passaggi sono fasi naturali del cammino verso l'accettazione e fanno parte del processo di guarigione.
Ma, lasciando da parte per ora le grandi calamità della vita, le ferite la cui guarigione richiede di solito parecchio tempo, nella vita di ogni giorno spesso sprechiamo una gran quantità di energia nel resistere a ciò che già di fatto è così com'è. Cercando di forzare le situazioni a essere come vorremmo che fossero creiamo solo ulteriori tensioni che ostacolano la guarigione, la crescita e il cambiamento positivo.
Per esempio, se ti senti grassa e il tuo corpo non ti piace e sei disposta ad apprezzarlo solo il giorno in cui avrà il peso che vuoi tu, questo atteggiamento non ti aiuta, genera un circolo vizioso. Non amando il tuo corpo, sei meno sensibile alle sue esigenze e meno capace, per esempio, di fornirgli l'alimentazione di cui ha bisogno. Se vuoi uscire da questa situazione frustrante, sarà bene che tu prenda in considerazione la possibilità di amarti così come sei ora, perché ora è il solo momento in cui puoi amarti . Ricorda, ora è il solo momento che hai a disposizione per qualsiasi cosa! Ogni cambiamento passa in primo luogo attraverso l'accettazione di te stessa così come sei.
Quando assumi questo atteggiamento, dimagrire diviene meno importante e diviene anche molto più facile. Coltivando l'accettazione crei le condizioni preliminari per la trasformazione.
Accettazione non significa che deve piacerti tutto di te o che devi assumere un atteggiamento passivo e rinunciare ai tuoi principi e ai tuoi valori. Non significa che devi essere soddisfatta delle cose così come sono o rassegnata. Non significa che non devi cercare di liberarti delle tue abitudini autodistruttive o che devi tollerare l'ingiustizia, per esempio, e rinunciare a ogni impegno per cambiare il mondo. L'accettazione di cui parlo è semplicemente una disponibilità a guardare le cose così come sono. E' l'atteggiamento che pone i presupposti per un'azione appropriata nella tua vita, di qualsiasi cosa si tratti. E' molto più facile agire con convinzione e con efficacia quando abbiamo una chiara immagine di come stanno le cose, che quando la nostra visione è velata da giudizi e desideri.
Nella pratica della meditazione, coltiviamo l'accettazione prendendo ogni momento così come viene e vivendolo nella sua pienezza. Non cerchiamo di sovrapporre all'esperienza le nostre idee su cosa dovremmo sentire, bensì restiamo ricettivi a ciò che sentiamo, pensiamo e vediamo in questo momento. Di una cosa possiamo essere certi: che ciò che è oggetto della nostra attenzione in questo momento cambierà, offrendoci l'occasione di coltivare l'accettazione di ciò che si presenterà nel momento successivo. » 
(Jon Kabat-Zinn, da Vivere momento per momento) 

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