sabato 28 marzo 2020

13 minuti di respiro per calmarsi. Appuntamento per la première della nuova pratica su YouTube domenica 29 marzo ore 11:00


Appuntamento domenica 29 marzo ore 11:00, sul mio canale YouTube.
A quell'ora è in programma la première della ''Pratica del respiro calmante''.
Sarà una gioia per me sapere che potremo farla insieme, almeno la prima volta, tutti connessi nello stesso momento, forti nel sapere che non siamo soli.
Vi aspetto. Per chi non potesse partecipare, il video resterá comunque sempre disponibile sul canale, al link https://youtu.be/2_CfbG-NZDw
Buona pratica! ❤

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La pratica che propongo in questa occasione rientra nell'ambito delle cosiddette mini-pratiche, cioè le pratiche brevi (questa dura 13 minuti) che, una volta apprese e fatte nostre, possono esserci di grande aiuto quando il tempo è poco e l'urgenza di riequilibrarci è grande.
Dire: "Ho urgenza di calmarmi" sembra in realtà una contraddizione in termini. L'urgenza implica velocità, attivazione, predisporsi a combattere o a fuggire, mentre la calma rimanda alla possibilità di rilassarsi, andare più piano, lasciar andare la tensione.
Questa nuova pratica può esserci utile quando la vita ci lancia le sue sfide e ci chiede di essere attivi e la saggezza ci invita a mantenere la calma.
L'esercizio ci insegna a respirare più lentamente, ad enfatizzare l'aspetto rilassante del respiro, cioè l'espirazione, e può aiutarci effettivamente a calmarci nell'arco di 13 minuti, pur restando svegli, vigili e presenti a noi stessi.
La pratica viene pubblicata sul mio canale YouTube nel pieno dell'emergenza sanitaria da COVID-19, con l'intento di mettere a disposizione della collettività uno strumento semplice e veloce, che può essere utile a tutti e in particolare anche a coloro che di solito non sono dediti alle pratiche meditative ma che per 13 minuti, ogni tanto, possono anche provare qualcosa che possa essere loro di aiuto e conforto, senza grosso impegno.
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lunedì 23 marzo 2020

Meditazione della gentilezza amorevole. Martedì 24 marzo ore 18:00 première su YouTube


Vi propongo un appuntamento per martedì 24 marzo ore 18:00, sul mio canale YouTube.
A quell'ora è in programma la première della ''Meditazione della gentilezza amorevole''. La pratica è guidata dalla mia voce, nel solito formato video, con la particolarità che noi la faremo simultaneamente, perché tutti connessi nello stesso momento.

È quindi di fatto un appuntamento per praticare insieme, benché ognuno a casa sua.
Questo appuntamento può essere come un filo sottile, che connette i nostri cuori e le nostre menti, anche ora, mentre le cose sono così.
Vi aspetto. Per chi non potesse partecipare, il video resterá comunque sempre disponibile sul canale, al link https://youtu.be/7zcIatTKq2A. Buona pratica! ❤
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Questa meditazione, ispirata all'antica pratica spirituale della "Metta", è un'occasione oggi più che mai, per noi tutti, per lasciar fluire parole di benessere, guarigione, pace, amore nelle nostre menti, nei nostri cuori, nei nostri respiri. Che esse possano essere di nutrimento, conforto e cura per noi tutti in un momento così difficile.
La première di questo video sul canale YouTube è un'occasione per provare a sincronizzarci e a farla insieme, sperimentando il sostegno e la forza che viene dal sapere che nello stesso momento anche altre persone stanno praticando con noi, che non siamo soli in questa forte intenzione di guarigione.
Dopo la première potremo tornare a questa meditazione ogni volta che vorremo, sia ripetendo mentalmente le sue frasi, sia adattandole al nostro sentire nei vari momenti della vita, sia riascoltando la traccia audio su YouTube. Per questa, come per le altre meditazioni presenti su YouTube, il solo fatto di vedere che essa è stata già visualizzata/ascoltata/praticata da altri, può rafforzarci nell'intento di farla, facendoci sentire su un sentiero già battuto, dove ogni persona che ci è passata ha lasciato le sue orme, il suo segno. Insomma farla anche successivamente non sarà mai un farla da soli: siamo sullo stesso cammino, siamo in buona compagnia.


Fino ad ora ero stata restia a pubblicare questa pratica su YouTube, per un senso di profondo rispetto della sua matrice spirituale ed il conseguente timore di violarla, sia interpretandola, sia offrendola al pubblico senza prepararle la strada per evitare fraintendimenti. Ne avevo proposto così solo una versione un po' diluita, integrata nel body scan, che comunque suggerisco di provare in questi giorni.

Oggi, tenuto conto dello stato di emergenza sanitaria e del clima emotivo generale, ho rotto gli indugi e la propongo così come farei conducendo un programma MBSR - Mindfulness Based Stress Reduction, dove la pratica trova piena accoglienza proprio perché può dare grande conforto a chi riesce ad entrarci con lo spirito giusto e a farla propria, portandosela nel cuore giorno dopo giorno.
In ogni momento in cui il cuore è pesante o oppresso, in ogni momento in cui ci imbattiamo in sentimenti di impotenza, in ogni momento in cui vacilliamo sotto i colpi della vita, la meditazione di gentilezza amorevole può sostenerci, darci forza, darci un appiglio potente per uscire dalla lotta della mente contro la realtà e portarci in un luogo sicuro, su parole che accarezzano il cuore. Ognuno può scegliere le sue. Io oggi per noi ho scelto di puntare alto, a costo di risultare poco poetica. Il mio augurio per noi tutti è di stare bene, ma così tanto bene da riuscire a ridere davvero di cuore.

Che noi tutti possiamo stare bene, in buona salute.
Che noi tutti possiamo essere liberi dal dolore fisico e dalla sofferenza emotiva.
Che noi tutti possiamo sentirci in pace e al sicuro.
Che noi tutti possiamo sentire nel petto il cuore che ama e che ride.




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giovedì 12 marzo 2020

Il benessere psicologico al sicuro dal contagio. Modalità di svolgimento dei colloqui a distanza: al telefono, su WhatsApp, su Skype


Dal 9 marzo 2020, tenuto conto dell'emergenza sanitaria e delle misure di contenimento del contagio da Coronavirus, continuerò a svolgere la mia attività di psicologa, sostituendo le sedute  dal vivo con i colloqui a distanza. Questi ultimi possono svolgersi al telefono, su WhatsApp e su Skype.
A seguire uno stralcio dalla pagina del mio sito che descrive le modalità a cui ci atterremo. 
 Ti invito a leggerle attentamente prima di accedere al servizio, perché tu possa fartene un'idea più chiara.
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1. Premesso che la dottoressa Maria Michela Altiero come psicologa opera attraverso un approccio integrato di counseling psicologico, life coaching e mindfulness, nei casi in cui le sue prestazioni non siano svolte in presenza bensì a distanza, esse vengono definite sinteticamente con l'espressione convenzionale di colloqui a distanza. Questi ultimi sono attuati telefonicamente oppure in videochiamata tramite WhatsApp o Skype e sono regolati come segue.

2. Per ottenere un colloquio a distanza occorre fissare telefonicamente un appuntamento, chiamando il numero
 +39 3888257088
 o scrivendo all’indirizzo e-mail:
 psicologa.altiero@gmail.com.

3. La durata di ogni colloquio è di 60 minuti a partire dall’orario concordato  per l’appuntamento. 

4. Il servizio si configura come supporto psicologico teso a fronteggiare le difficoltà esistenziali della persona attraverso un approccio integrato di counseling psicologico, life coaching e mindfulness. Le caratteristiche di questa modalità di intervento sono illustrate in dettaglio al seguente link:
 https://www.mariamichelaaltiero.it/attività/

5. I colloqui a distanza non si configurano come un servizio di emergenza, ovvero non sono rivolti a situazioni che richiedono un intervento immediato. In questi casi infatti è utile avvalersi degli appropriati call center di emergenza e/o rivolgersi alle proprie autorità locali. Il servizio non può inoltre essere erogato nei casi di depressione grave, in presenza di pensieri suicidari o intenzioni  volte a procurare male a se stessi o ad altri. L’utente, nell'accedere al servizio, accetta tale limitazione e si assume la piena responsabilità del corretto utilizzo del servizio stesso.

6. Il servizio è offerto a soli utenti maggiorenni. Non saranno presi in considerazione utenti anonimi e, all'atto della prenotazione, dovranno essere forniti tutti i dati necessari per l'identificazione e l'emissione della fattura.

7. Le prestazioni saranno svolte in ossequio al Codice deontologico degli Psicologi italiani e nel rispetto delle linee di indirizzo approvate dall'Ordine Nazionale degli Psicologi in materia di prestazioni online, della normativa sulla privacy e di ogni altra norma di legge in materia di prestazioni professionali.

8. Dal 9 marzo 2020, tenuto conto dell'emergenza sanitaria e delle misure di contenimento del contagio da Coronavirus, i colloqui a distanza vengono  erogati in sostituzione dei colloqui individuali in presenza  temporaneamente sospesi.

9. Il pagamento del compenso professionale viene effettuato dal cliente a mezzo bonifico bancario o accredito su PostePay, secondo le modalità indicate nella mail di accettazione della prenotazione;  la relativa fattura verrà  inviata all'utente sempre via e-mail.

10. L'utente che nel giorno e nell'orario concordati non possa fruire del servizio, avrà cura di darne alla psicologa - per telefono o via e-mail o WhatsApp - tempestiva comunicazione (almeno 48 ore prima dell'orario concordato).
(Aggiornamento 16.03.2020)

martedì 3 marzo 2020

Una pratica di gentilezza amorevole per i tempi di paura del contagio


In questo periodo di allarme da Coronavirus voglio riproporre una pratica già presentata su questo blog nel 2017, sotto il nome di "Body scan e gentilezza amorevole".
Liberamente ispirata ad un'antica pratica spirituale detta Metta, questa pratica ci consente di coltivare un atteggiamento della mente che,  partendo dalla consapevolezza corporea (body scan),  ci  porta ad aprirci a dimensioni di gentilezza amorevole.  La mente viene così accompagnata ad augurare ogni possibile bene (salute, sicurezza, felicità) a noi stessi e agli altri, fino a comprendere tutta l'umanità e, volendo,  anche ogni altro essere vivente.    
Ritengo che oggi una pratica del genere possa esserci di grande aiuto e suggerisco di provarla,  di farla e rifarla,  e non dar peso al fatto che all'inizio possa sembrarci un po' macchinosa, un po' lontana dalla nostra cultura,  o anche lunga, visto che dura cinquanta minuti a farla tutta (e il mio invito, oggi, è proprio di farla tutta...). 
In realtà non è tanto importante quanto ci piace la pratica, ma piuttosto quali semi mettiamo e coltiviamo, nel praticarla.
Una volta appresa la struttura della pratica, ognuno di noi può utilizzare anche parole diverse, personali, per adeguarla ai propri valori, alle proprie intenzioni, a ciò che per lui davvero conta. 
Visto il momento, per molti di noi sarà probabilmente in primo piano il valore prezioso della buona salute propria, altrui, di tutti. Assieme all'evidenza che siamo tutti connessi, che la buona salute non è un fatto personale, individuale, ma globale, che ci porta ad augurarci la guarigione e il benessere di tutti, di persone vicine e lontane, persone che neanche conosciamo, e persino di persone con cui non andiamo d'accordo, che ci sono ostili.Che noi tutti possiamo stare bene, in buona salute.
Che noi tutti possiamo stare al sicuro e al riparo dai pericoli. 
Che noi tutti, incontrando eventualmente la malattia nostra o altrui, possiamo prendercene cura con forza d'animo, saggezza e compassione.
Che noi tutti, dall'esperienza di questo momento, possiamo trarre insegnamento e stimolo per condotte più salutari e scelte più consapevoli, per il bene nostro, di tutta l'umanità,  di tutto il pianeta.
Buona pratica!



venerdì 14 febbraio 2020

Amore e rumori. Pratica con i suoni e ispirazioni di San Valentino


A diciott'anni andavo ad apprendere l'arte dell'incisione dei cammei da un maestro della mia città, che nel medesimo palazzo aveva il laboratorio al piano di sopra, dove lavorava assieme agli apprendisti, e l'abitazione al piano di sotto dove viveva con la sua famiglia.
All'epoca il maestro mi sembrava un uomo anziano, ma probabilmente non lo era così tanto. Aveva uno spirito ancora giovane, ci vedeva molto bene e con le mani abili e sapienti realizzava lavori fini e di pregio.
In certi giorni di sole capitava che interrompesse improvvisamente il lavoro, ordinando perentoriamente a tutti: "Fermi, zitti, silenzio!"
E così restavamo per un po' tutti immobili assieme a lui, senza fiatare, finché non arrivava il momento in  cui ci faceva cenno di riprendere a fare ciò che stavamo facendo, e tutto tornava  normale. La prima volta che c'ero stata anch'io in una di queste occasioni, il maestro mi disse con aria compiaciuta: "Hai sentito?", e senza aspettarsi una risposta aggiunse con un sorriso: "Mia moglie canta sempre quando stende il bucato. Sono tanti anni che la conosco e m'incanto ancora quando la sento cantare."
Questo episodio mi è tornato in mente varie volte successivamente  nella vita. Per esempio quando da madre mi capitava di sentire una delle mie figlie che cantava, in un'altra stanza della casa, e allora mi fermavo anch'io in silenzio per ascoltare quel canto attentamente e con amore.
Altre volte mi è capitato di sentire qualcuno, nel palazzo, che di sera faceva esercizi incerti sul pianoforte, e all'inizio andava spedito, poi a un certo punto s'inceppava, a volte ricominciava da capo, a volte riprendeva da quel punto lì. Questo per sere e sere consecutive. E anche lì mi fermavo ad ascoltare rapita: in effetti era sempre lo stesso pezzo, ma non era mai la solita musica: una volta  veniva in un modo, un'altra volta in un altro. Non c'era niente di scontato nel programma della serata. Io non sapevo nemmeno esattamente chi fosse a suonare, ma apprezzavo in quell'ascolto l'impegno, la tenacia, la dedizione di un essere umano nel rapporto con il suo pianoforte, che in fondo era una forma d'amore e così anch'io finivo con ascoltare amorevolmente.
Altre volte, quando vivevo lontana e di tanto in tanto tornavo nella mia terra, mi accorgevo di ascoltare con questa stessa qualità dell'attenzione le chiacchiere delle persone che intorno a me parlavano tra loro in dialetto. Era come musica e certo non la solita musica; ormai l'orecchio era talmente assuefatto ad altre sonorità, che quel dialetto che conoscevo dalla nascita ora mi stupiva, mi appassionava, a volte mi commuoveva. Amavo quella precisa parola pronunciata in quel preciso modo, che al tempo stesso non era mai esattamente uguale nella bocca di questo o di quello.
In effetti tutte queste esperienze hanno a che fare con qualcosa che sappiamo solo noi  mentre ascoltiamo.
La moglie del maestro che cantava stendendo il bucato, le mie figlie che cantavano nella loro stanza, la persona che faceva i suoi esercizi al pianoforte, i passanti che chiacchieravano tra loro in dialetto, tutti stavano semplicemente vivendo la loro vita, rumorosamente, fragorosamente, ma anche normalmente. Non erano spettacoli: erano i concerti della vita vera.
Ovunque e in ogni momento siamo immersi in un panorama di suoni. A volte li sentiamo, a volte non li sentiamo. A volte ci infastidiscono e ci fanno venir voglia di metterci i tappi nelle orecchie o di pretendere che cessino, a volte ci gratificano, ci aprono il cuore, e vorremmo che non finissero mai;  a volte ci risultano neutri e li collochiamo tra gli aspetti insignificanti del momento.
L'invito oggi è di  provare a fermarci di tanto in tanto, fisicamente, se possiamo, ma soprattutto mentalmente. Proviamo a mettere in pausa il frastuono della mente, il chiacchiericcio abituale dei pensieri, i discorsi interiori che ci tengono compagnia come una radio sempre accesa nella testa. E intenzionalmente portiamo l'attenzione sui suoni presenti al momento nell'ambiente intorno a noi.
Semplicemente concediamoci di aprirci con interesse e curiosità a questi suoni e apprezziamo il processo dell'udire come un'occasione per fare un'esperienza particolare, che può rivelarci qualcosa di inaspettato riguardo al mondo che ci circonda e a noi stessi. Non aspettiamoci niente, non forziamo niente, creiamo solo le condizioni per diventare ricettivi a ciò che spontaneamente emergerà, con fiducia, senza fretta, pazientemente.
Nei suoni di ogni singolo momento si possono scoprire occasioni di muto stupore, di quieta gratitudine, di semplice gioia.
La gioia di sentire la vita intorno a noi. E più che mai la vita delle persone che amiamo.
Per oggi che è San Valentino la nostra intenzione potrebbe essere proprio questa: festeggiare l'amore  aprendoci ad un ascolto attento, intenzionale e amorevole dei suoni di vita provenienti dalle persone che amiamo. Sentiamoli con interesse, con rispetto, con gratitudine: sono i segnali acustici della loro esistenza nelle nostre vite
Ascoltiamo i passi, ascoltiamo il respiro, ascoltiamo gli starnuti e la tosse, ascoltiamo le risate, ascoltiamo le imprecazioni, ascoltiamo i rumori che fanno in cucina - le stoviglie che urtano tra loro, lo sportello sbattuto - ascoltiamo quando russano, ascoltiamo quando cantano, ascoltiamo quando parlano, e beninteso... ascoltiamo attentamente quando ci parlano. 
E alla fine in mezzo a tanto rumore consentiamoci anche di gioire,  festeggiare ed essere grati.
"Meno male che fai tanto rumore, amore mio. Quanto mi fa bene sentire che ci sei!"
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Un ascolto attento e intenzionale dei suoni del momento è uno dei tanti modi in cui possiamo allenare la nostra consapevolezza, riportando intenzionalmente la mente sul qui e ora (su questi suoni, proprio qui, proprio ora) anziché permetterle di "fare di testa sua", vagando incessantemente tra ricordi, preoccupazioni, giudizi, e ogni sorta di proliferazione mentale incontrollata. Possiamo prestare attenzione ai suoni in qualunque momento della nostra vita ordinaria, vivendo l'esperienza come una pratica di mindfulness informale (e in tal caso non c'è da fare niente di speciale, se non aprirsi all'ascolto o, come si dice, aprire bene le orecchie), oppure possiamo dedicare a quest'attività un tempo preciso, un momento riservato proprio ed esclusivamente a ciò e quindi farne una pratica di mindfulness formale. Per chi volesse sperimentare la pratica formale, potrà essere d'aiuto la nuova traccia audio che vi presento oggi, e che potete trovare qui sotto o direttamente sul canale YouTube 
La pratica sui suoni a volte viene consigliata come alternativa alla meditazione sul respiro per coloro che, soprattutto all'inizio, per qualche ragione vivono con difficoltà lo stare con il proprio respiro. Personalmente la considero estremamente utile anche in tutti i casi in cui ci sembra che le nostre pratiche meditative formali vengano disturbate dai suoni provenienti dall'ambiente intorno a noi. Quale migliore occasione per pacificarci con questo nostro mondo fragoroso, chiassoso, incapace di stare un po' in silenzio? Anziché chiuderci all'ascolto, ci apriremo ad esso. Anziché considerare i suoni del mondo interferenze indesiderate, ne faremo oggetto della nostra pratica. Non è detto che tutto ciò ci risulterà sempre piacevole, ma sicuramente sarà molto interessante (a condizione beninteso che un sincero, intenzionale e non giudicante interessamento ce lo mettiamo noi).

giovedì 23 gennaio 2020

Mindfulness Psicosomatica - Presentazione gratuita il 4 febbraio e nuovo ciclo di incontri febbraio/marzo


Il 4 febbraio 2020 ore 18.30/20:00 incontro gratuito esperienziale di Mindfulness Psicosomatica a Torre del Greco.

L'incontro prevede:

- introduzione alle tecniche di consapevolezza corporea per il benessere e l'equilibrio di mente, corpo e cuore;

presentazione del ciclo di 6 incontri di Mindfulness Psicosomatica in partenza l'11 febbraio;
- possibilità per i partecipanti di iscriversi al corso con una quota agevolata.

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I 6 incontri si terranno dall'11 febbraio ogni martedì dalle 18:00 alle 20:00.
Il programma prevede:
- tecniche di stimolazione sensoriale;
- body scan psicosomatico;
- meditazione sul respiro;
- tecniche con i suoni;
- esercizi di energetica dolce;
- esercizi di energetica forte;
- esercizi relazionali;
- esperienze di espressione e condivisione;
- disegno psicosomatico.
Sconti e promozioni per iscrizioni entro il 28 gennaio ed entro il 4 febbraio. Scopri di più


Per informazioni e prenotazioni:

psicologa.altiero@gmail.com

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mercoledì 1 gennaio 2020

La mente della spiaggia e due tracce audio per i momenti difficili



Il mio augurio per l'anno nuovo è che noi possiamo coltivare lo stato mentale di una spiaggia continuamente lavata dalle onde, lasciando fluire le cose della vita con naturalezza, senza che la mente generi sofferenza inutile con dimensioni di pensiero disfunzionali.
A seguire alcune parole di Deng Ming-Dao sulla mente della spiaggia, tratte da  Il Tao per un anno (meditazione n.41) e in conclusione le due tracce audio delle pratiche di fine anno pubblicate sul canale YouTube e già anticipate e commentate nel video di Natale.
Si tratta di due esercizi che possono esserci d'aiuto quando le circostanze da affrontare sono particolarmente difficili e sentiamo il bisogno di darci conforto o di essere aiutati a trovare un valore anche in un momento che apparentemente un valore non ce l'ha, in quanto si presenta solo come indesiderabile, difficile, problematico.
L'intenzione che coltiviamo in questi casi sarà di prenderci cura compassionevolmente di ogni nostro disagio (come nella pratica del body scan compassionevole) e quindi di affrontare la realtà così com'è (accettare la sfida)  provando ad osservare l'esperienza da una prospettiva che lasci  spazio alla complessità, alla natura cangiante dell'esperienza, alla coscienza che i processi evolutivi sono fatti di momenti sì e di momenti no - tutti importanti ma non tutti piacevoli -  e che ciò che può aiutarci è diventare sempre più bravi a mantenere un equilibrio dinamico mentre cavalchiamo l'onda del momento, che ora è così ma non è sempre così, che ora è così ma non dura per sempre.
Buon anno a tutti! Buona pratica.
Che un'onda di serenità arrivi nei nostri cuori e nelle nostre menti e che noi ce ne lasciamo inondare!

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Orme sulla sabbia
subito dilavate:
la mente della spiaggia.

Andare in spiaggia significa passeggiare all’aria fresca,
ascoltare il suono delle onde,
sentire la sabbia sotto i nostri piedi.
Il sottile nastro che separa la terra dal mare
è un luogo perfetto per comprendere lo spirito della saggezza.
Così come esiste un equilibrio dinamico
fra la sabbia e l’acqua,
esiste un equilibrio dinamico
fra la parte inattiva e la parte attiva della nostra mente.
Così come la sabbia viene costantemente dilavata,
dovremmo liberare la nostra mente
dalle impressioni che vi indugiano. [...]

Deng Ming-Dao

Foto di Zack Minor on Unsplash
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Ed ecco le due nuove pratiche.
Non sono esattamente pratiche per principianti. Intraprenderle avendo già un certo allenamento con pratiche di concentrazione, di monitoraggio aperto, di gentilezza amorevole, di compassione, può consentirci di cogliere aspetti che altrimenti possono sfuggire. Ma comunque vada, lasciamo che nel nostro bagaglio ci sia qualcosa che prima o poi potrà tornarci utile. Il viaggio è lungo, la vita ci sorprende.







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lunedì 23 dicembre 2019

Una storia per Natale e due pratiche di fine d'anno.

Auguro di vero cuore a voi tutti un Natale sereno.
Il mio regalo quest'anno, per chi mi segue qui sul blog oppure su YouTube, sono due nuove meditazioni di fine anno, che conto di pubblicare sul canale tra Natale e Capodanno.
Intanto ve le anticipo con un video.
Ancora tantissimi auguri!





Link alle due tracce audio pubblicate a fine anno:



lunedì 11 novembre 2019

A dicembre tre incontri esperienziali di mindfulness e auto-accudimento



C'è un luogo sicuro dentro di noi, che possiamo scoprire, coltivare e abitare, per prenderci cura amorevolmente e responsabilmente di noi stessi, degli altri e delle nostre vite.


3 INCONTRI ESPERIENZIALI DI MINDFULNESS ED AUTO-ACCUDIMENTO
condotti da
Maria Michela Altiero psicologa e mindfulness trainer

a Torre del Greco
nei giorni 3, 10 e 17 Dicembre 2019
dalle 18:00 alle 20:30

Si tratta di un breve programma, fortemente esperienziale, basato su pratiche che insegnano a prendersi cura dei propri stati interni, con gentilezza, delicatezza, benevolenza.

Le pratiche di mindfulness (a cui sono dedicati più specificamente altri programmi) vengono qui integrate con nuovi esercizi ispirati alle teorie e alle tecniche di Paul Gilbert (ideatore della CFT - Compassion Focused Therapy). 

Le pratiche possono essere utili in particolare:
  • per sviluppare una maggiore consapevolezza dei propri stati interni;
  • per allenare il nostro sistema calmante che ci dona un senso di sicurezza e appagamento;
  • per coltivare un atteggiamento più compassionevole verso noi stessi e verso gli altri;
  • per imparare a regolare più efficacemente le emozioni;
  • per riuscire a modulare l'autocritica migliorando la nostra relazione con il nostro "giudice interiore".
Per informazioni e prenotazioni: 388 8257088
Costi, riduzioni e promozioni alla pagina degli eventi


domenica 22 settembre 2019

Benessere psicologico: come la mindfulness può aiutarci a vivere meglio


La Mindfulness, per dirla con Jon Kabat-Zinn, ideatore del programma MBSR (Mindfulness-Based Stress Reduction),  è la consapevolezza che emerge quando prestiamo attenzione intenzionalmente, momento per momento, alla nostra esperienza presente, senza giudizio e con un atteggiamento di apertura, curiosità, accettazione.
Praticare la consapevolezza, dice una bella metafora tibetana, è un riportare la mente a casa.
La mente infatti, se lasciata a se stessa e non coltivata, reagisce volubilmente a qualsiasi stimolo la colpisca, sballottata da un pensiero all'altro, da una emozione all'altra, da un conflitto all'altro, e trascinata da desideri continui. I nostri stessi comportamenti a volte tradiscono uno stato di non presenza, come quando facciamo le cose distrattamente (con la mente altrove), come se avessimo il pilota automatico inserito, oppure agiamo d'impulso come diretta reazione ad una provocazione esterna, ma senza che il comportamento in sé rispecchi veramente noi stessi e ciò che avremmo desiderato fare assecondando i nostri valori.
Fermarci ogni tanto, fare silenzio, meditare vuol dire uscire dalla modalità del fare (dal reagire automatico agli stimoli) ed entrare nella modalità dell'essere, dove dimoriamo saldamente nel momento presente, permettendo che la consapevolezza e l'attenzione si orientino verso l'esplorazione interiore della natura delle sensazioni fisiche, emotive e cognitive che si rivelano momento per momento.
La Mindfulness può insegnarci così un modo nuovo di rapportarci alle esperienze della vita, che riduce la nostra sofferenza, modifica il modo in cui rispondiamo alle difficoltà e prepara il terreno per una trasformazione personale positiva. Il che in definitiva ci rende anche più liberi di fare scelte di valore e in cui crediamo, perché meno portati a reagire automaticamente alle situazioni e anche a lasciarci trascinare dal vortice delle attività quotidiane che ci allontana dall'ascolto di ciò che sentiamo, e rischia di allontanarci da ciò che realmente vogliamo e che ha valore per noi.
La Mindfulness, per dare i suoi frutti, richiede una pratica ripetuta nel tempo. I suoi effetti sono infatti cumulativi e bisogna essere disponibili a dedicare ad essa un po' di tempo ogni giorno, divenendo in prima persona parti attive della cura di noi stessi e responsabili del nostro benessere.
Le pratiche in particolare si dividono in due tipi: pratiche di meditazione formale e pratiche informali.
Nelle prime si tratta di dedicare del tempo ai nostri esercizi di meditazione, come faremmo se si trattasse di esercizi di ginnastica; qui la ginnastica è di tipo mentale, ed ha le sue regole, che noi osserveremo quotidianamente con una gentile (ma ferma) disciplina. Per esempio, staremo seduti per un certo numero di minuti portando la nostra attenzione sul respiro e poi riportandola ancora ad esso ogni volta che ci rendiamo conto che la nostra mente vaga. Gli oggetti su cui portiamo l'attenzione possono essere anche sensazioni fisiche (un prurito, un dolore, un suono) o emotive, così come si manifestano nel corpo (come tensione nel petto associata alla rabbia, o nodo alla gola derivante da tristezza).
Nelle pratiche informali, invece, ricorderemo semplicemente a noi stessi, di tanto in tanto durante la nostra vita ordinaria, di prestare attenzione a ciò che sta accadendo al momento, senza modificare le nostre abitudini. Per esempio, quando suona il telefono, all'inizio proviamo solo ad ascoltare il suono che fa, prestando attenzione al tono e al ritmo del suono, come se fosse uno strumento musicale (anche se poi, certo, rispondiamo...); oppure mentre ci laviamo i denti, portiamo la nostra attenzione su tutte le sensazioni fisiche che l'esperienza comporta, dal sapore del dentifricio, alla temperatura dell'acqua o al contatto delle setole sulle gengive, prendendo anche atto degli eventuali pensieri, sensazioni ed emozioni che spostano la nostra attenzione dall'attività che stiamo facendo. In tal caso, come in tutte le pratiche, senza opporre ad essi resistenza, semplicemente li riconosciamo e li lasciamo andare, tornando a portare l'attenzione sul nostro compito.
Scopo fondamentale della Mindfulness è infatti la consapevolezza dell'esperienza interiore, che include le normali deviazioni dell'attenzione e la normale tendenza ad essere distratti da pensieri, immagini, idee, ricordi, giudizi, preoccupazioni, anticipazioni del futuro ed in genere da eventi che attirano l'attenzione distogliendola dall'oggetto principale.
Questo significa che non sbagliamo la meditazione quando distraiamo l'attenzione dall'oggetto prescelto (es.dal respiro), perché l'esercizio è proprio accorgersi che ciò avviene (un pensiero per esempio ci ha rapiti) e ricominciare da dove abbiamo lasciato, riportando l'attenzione ancora e poi ancora sull'oggetto prescelto.
La sequenza di focalizzazione, divagazione e rifocalizzazione è cioè lo specifico "allenamento" della Mindfulness che promuove la consapevolezza e la percezione dalla propria attività mentale in quanto tale.
Le pratiche di Mindfulness affondano le loro radici negli antichi insegnamenti della spiritualità orientale (Buddismo, Zen, Yoga), riprendendo in particolar modo aspetti propri della meditazione Vipassanā che, a differenza di altre forme di meditazione, non è finalizzata al raggiungimento di stati di assorbimento meditativo e non ha un carattere astrattivo, ma tende piuttosto a sviluppare la massima consapevolezza di tutti gli stimoli sensoriali e mentali.
In protocolli mindfulness-based proposti in ambito psicologico (a cominciare  dal primo e più famoso, l'MBSR - Mindfulness-Based Stress Reduction,  modello di riferimento anche per gli altri), pur attingengo ad ampie mani da quegli insegnamenti, si limitano ad accoglierne solo gli aspetti strettamente connessi al benessere psico-fisico. Ciò significa che accostarsi alla Mindfulness e alle sue pratiche non implica per noialtri l'adesione agli insegnamenti spirituali, religiosi e in senso ampio culturali propri delle tradizioni orientali da cui dette pratiche derivano.
Per dirla in parole semplici, chi pratica la Mindfulness sotto la guida di uno psicologo mindfulness-trainer non mira a raggiungere l'illuminazione, ma semplicemente un po' più di consapevolezza, e quindi ricorre a queste pratiche per prendersi cura di sé e del proprio  benessere psicologico.
Al tempo stesso, una differenza fondamentale tra la consapevolezza di tipo Mindfulness e quella che viene cercata attraverso altre strade offerte dalla psicologia, è che qui si fa pochissimo uso della parola (il silenzio molto spesso accompagna la pratica), e non si va a scavare nel nostro passato per acquisire una consapevolezza retroattiva circa le origini di ciò che troviamo oggi, nel nostro presente.
Lavoriamo insomma con ciò che c'è per come è e lo prendiamo così com'è, senza soffermarci sul perché è così, su dove trova le sue origini, su come le cose sarebbero potute o dovute essere, o su come sarebbe meglio che fossero oggi.
La nostra mente probabilmente sarà molto tentata di portarci su considerazioni del genere; e anzi,  quasi sicuramente lo farà. Ma  noi, come al solito, faremo semplicemente questo: riconosceremo che lei funziona così, lo accetteremo perché è proprio così, e con gentilezza (ma anche con fermezza), riporteremo la nostra attenzione sull'oggetto prescelto della nostra pratica meditativa.
La pratica  così ci aiuterà a rendere la nostra mente via via sempre più calma e lucida, a sciogliere le emozioni difficili, e ad entrare in contatto con la realtà così come essa effettivamente è e non come a volte ci appare attraverso il filtro delle emozioni difficili e dei pensieri intrusivi.


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